L’iperinflazione distrugge l’economia venezuelana

Pubblicato il 18 aprile 2016 da redazione

¿Venezuela se acerca a la hiperinflación?

¿Venezuela se acerca a la hiperinflación?

Fino a ieri solo un timore. Semmai, un sospetto. Oggi, invece, una certezza. D’altronde, qualora ci fossero dubbi, lo certifica il Fondo Monetario Internazionale. Il Venezuela, dopo aver aperto l’uscio, ora ha varcato la soglia. Ed è precipitato nella voragine dell’iperinflazione.

Stando all’organismo con sede a Washington, l’inflazione nel Paese, alla fine dell’anno, non sarà più del 720 per cento, come pronosticato inizialmente. Le proiezioni sono state corrette, attualizzate, adeguate alla nuova realtà ed evoluzione della crisi.

Risultato? Per il Fondo Monetario Internazionale l’inflazione nel 2016 sarà del 2.200 per cento. Alla fine del 2017, potrebbe addirittura duplicarsi e raggiungere il triste primato del 4.600 per cento.

L’economia del paese è devastata dall’incremento dei prezzi che ormai non ha più freno. Comunque vada, quindi, per il venezuelano il futuro solo potrà offrire “sangue, sudore e lagrime” – Churchill dixit -.

Se il governo del presidente Maduro dovesse decidere di proseguire imperterrito per il cammino intrapreso, e fino ad oggi non vi sono indizi che permettano di pensare il contrario, la crisi economica si aggraverà ulteriormente rendendo il consumatore più povero di quello che è già e distruggendo il poco tessuto industriale che ancora resiste alla crisi.

Se, invece, dovesse decidere per un colpo di timone, i provvedimenti sul tavolino sono assai severi e, quindi, i riflessi sull’economia delle famiglie sconvolgenti. La ripresa per l’industria sarà tutta in salita.

Tra l’incudine e il martello. Senza importare quali possano essere le mosse del governo in un futuro prossimo, la popolarità del presidente Maduro e dei suoi ministri, senza eccezione, è ai minimi storici. E la tendenza è a peggiorare.

La stragrande maggioranza dei venezuelani, fatta eccezione per l’ala radicale del “chavismo” che continua ad addossare ogni colpa all’imperialismo internazionale e alla “destra fascista” autoctona, attribuisce le penurie degli ultimi anni – leggasi mancanza di alimenti, medicine e assistenza ospedaliera – all’attuale classe dirigente: quella che da quasi 20 anni governa ininterrottamente il paese tra scandali di corruzione e decadenza morale.

Oggi, la propaganda politica attraverso i mass-media dello Stato e i messaggi reiterati del presidente Maduro e dei suoi ministri, trasmessi a reti unificate, hanno perso credibilità. La principale conseguenza è che non riescono più a distrarre il consumatore né a infiammare i sentimenti di un nazionalismo anacronistico.

Ad aggravare la situazione economica del paese, e la posizione del governo del presidente Maduro, è l’esito negativo del Summit di Doha. I paesi produttori di petrolio non hanno raggiunto un accordo. Come già scritto su queste colonne, lo scontro tra Iran e Arabia Saudita non ha permesso di stabilire un tetto alla produzione per spingere i prezzi del barile di greggio verso l’alto.

L’Iran, che dopo il lungo embargo lotta per recuperare il mercato degli idrocarburi, non ha accettato limiti nè imposizioni. E l’Arabia Saudita non ha voluto che, nell’accordo, ci fossero eccezioni. Lo scontro tra Iran e Arabia Saudita, d’altronde, non è solo sul fronte energetico, ma lo è anche su quello politico e religioso. Così i pronostici alla vigilia dell’incontro di Doha sono stati rispettati e ogni decisione è stata rimandata a giugno, quando i paesi produttori torneranno a vedersi per un summit ufficiale.

Nel frattempo, però, i mercati hanno reagito provocando un’ulteriore caduta dei prezzi del barile di greggio. Il WTI è arrivato a perdere fino al 7 per cento, per poi collocarsi a 39 dollari al barile. Dal canto suo, il Brent è affondato per poi riconquistare terreno e stabilizzarsi attorno ai 42 dollari.

L’altalena dei prezzi del greggio, e la tendenza a un’ulteriore perdita di valore, non solo ha riflessi negativi sulle economie che vivono dell’esportazione degli idrocarburi ma anche sui paesi industrializzati che osservano con timore giustificato il consolidamento della deflazione. Infatti, i prezzi del greggio eccessivamente bassi frenano gli effetti della timida ripresa nei consumi e mettono in difficoltà la crescita.

Mentre si complica il panorama economico, con riflessi assai gravi sul sociale, il discorso politico contribuisce a creare un clima di instabilità nel Paese. Prosegue il muro contro muro tra il Parlamento e il governo del presidente Maduro. Non ha meravigliato più di tanto la decisione della Corte Costituzionale di decretare l’incostituzionalità della Legge di Amnistia. Avrebbe invece sorpreso se il “Tsj”, contravvenendo alla richiesta del capo dello Stato, avesse deciso il contrario.

Il presidente della Repubblica prosegue nella sua crociata contro l’Assemblea Nazionale, dominata dall’opposizione. E, stando alle voci di corridoio, pare stia prendendo seriamente in considerazione la possibilità di un Emendamento Costituzionale transitorio per ridurre a due o tre mesi – quelli necessari per indire nuove elezioni – il periodo costituzionale dell’attuale Parlamento. E sull’argomento i costituzionalisti sono divisi, come lo è d’altronde la politica.

Intanto, il Parlamento continua a lavorare imperterrito a prescindere dalla reazione del governo e osserva come in seno al “chavismo” cresce e si fa spazio una corrente “alternativa” e critica che potrebbe provocare un’implosione in seno al partito di governo.

Ma è questo lo stesso pericolo che corre il Tavolo dell’Unità che non riesce a liberarsi dalla zavorra rappresentata dall’ala radicale che, senza se e senza ma, vorrebbe accelerare i tempi per obbligare il Presidente Maduro a lasciare la sua carica a prescindere dalle conseguenze.

Il Tavolo dell’Unità, quindi, è diviso tra chi vuole bruciare le tappe e chi, invece, ha capito che la democrazia si costruisce a piccoli passi. Piccoli, ma costanti. E conquistando con il voto gli spazi che oggi danno potere al governo. Ad esempio, le amministrazioni regionali. Quest’ultime sono particolarmente importanti, poiché mettono la politica a contatto con la società e i problemi del cittadino.

Il presidente della Repubblica ha nuovamente denunciato l’esistenza di un complotto per ucciderlo. Ma sono state tante le denunce fatte negli ultimi mesi, senza che siano mai state presentate prove tangibili, che oramai non sorprendono più di tanto.

E se l’intenzione del capo dello Stato era quella di distrarre l’attenzione del venezuelano dai problemi quotidiani, il risultato è stato povero. Ha sorpreso e ha provocato ironie, invece, la decisione di ripristinare il fuso orario esistente prima che fosse modificato dal presidente Chávez. L’estinto capo di Stato giustificò la decisione sostenendo che così i giovani, e i loro genitori, potevano dormire un po’ di più al mattino. Oggi, il presidente Maduro giustifica la risoluzione sostenendo che così si risparmia energia approfittando maggiormente la luce del giorno.

Ha anche sorpreso l’insolita decisione di decretare giorno festivo il lunedì 18 aprile e sancire, di fatto, un lungo ponte. La siccità e il caldo afoso, provocato dal fenomeno del “Niño”, hanno ridotto drammaticamente la capacità di generazione di energia del Venezuela, che in un passato neanche tanto remoto esportava elettricità alla vicina Colombia.

Il viavai costante di elettricità, i continui alti e bassi che danneggiano le apparecchiature elettriche, il pericolo di collasso e quindi del black out definitivo sono purtroppo il risultato della mancanza di previsione, di manutenzione e di nuovi investimenti. E oggi tutti ne soffriamo le conseguenze.

(Mauro Bafile/Voce)

Ultima ora

19:37Sfida tra barbieri più vecchi d’Italia

(ANSA) - CAGLIARI, 14 DIC - "L'età anagrafica non è un'opinione". Scherza Antonio Cardia, 90 anni compiuti il 23 ottobre, ma rivendica con fierezza il suo primato: quello del barbiere più longevo d'Italia. "Con l'età non si scherza - sorride mentre fa la barba ad un cliente nel suo salone di via Cimarosa, a Cagliari - con i miei 90 anni e 81 di professione a tutti gli effetti sono l'artigiano di barba e capelli più anziano, naturalmente fino a prova contraria", mette le mani avanti. Ha iniziato prestissimo Antonio. Aveva nove anni quando suo padre lo ha messo in bottega ad imparare il mestiere. A 18 anni, poi, si é messo in proprio. Ancora oggi serve quei pochi clienti che si affacciano al suo salone. Li accoglie col sorriso anche se il suo stato di salute non è più come quello di un tempo. Nel suo salone sono passate anche le vecchie glorie del Cagliari, Albertosi, Domenghini, Boninsegna, Brugnera. "Son venuti alcuni amici a dirmi che il barbiere più longevo d'Italia sarebbe Sergio, di Brescello, in Emilia Romagna, ma non è proprio così, se lui ha 83 anni ed esercita dall'età di 10, fanno 73 anni di lavoro. Ne mancano otto - dice sfoderando un altro dei suoi sorrisi - e io ne ho sette in più, gli auguro di superare il mio primato, con tutto il cuore. Anzi lo invito in Sardegna per visitare il mio salone. Lui é più giovane e può affrontare anche il disagio di un viaggio e qui il clima è sempre bello. Colgo l'occasione di questa bella storia di Sergio, che mi ha commosso, per esprimere la mia solidarietà a lui e alla popolazione colpita dall'alluvione".

19:35India: scontro armato in Telangana, uccisi 8 maoisti

(ANSA) - NEW DELHI, 14 DIC - Otto militanti maoisti sono stati uccisi oggi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza nello Stato indiano centrale di Telangana. Lo riferisce il quotidiano The Indian Express. Nella sua pagina online il giornale precisa che lo scontro si è svolto nel villaggio di Tekulapalli del distretto di Bhadradri Kothagudem e che, cominciato ieri sera, si è concluso solo all'alba di oggi. Secondo la polizia il drappello di militanti era formato da 17 uomini, di cui otto sono morti nella battaglia mentre altri nove sono riusciti a fuggire. Da anni formazioni maoiste, che vengono conosciute in India come 'naxaliti', contrastano le forze di sicurezza in una decina di Stati della cosiddetta 'fascia rossa' orientale che dal Bihar a nord si spinge fino al Telangana.

19:29Fiorentina: Corvino, siamo in un bel momento

(ANSA) - FIRENZE, 14 DIC - ''La vittoria di ieri è stata il 5/o risultato utile di fila, aver superato il turno davanti alla nostra gente contro un avversario come la Sampdoria è stato un momento molto bello, speriamo ne possano arrivare altri''. Così il dg dell'area tecnica della Fiorentina, Pantaleo Corvino, oggi a nel carcere di Sollicciano per partecipare al progetto Uisp 'Sport in libertà'. ''Per noi sarà una stagione utile per capire quanto sono forti le fondamenta messe per il futuro. I Della Valle? Non sono presenti fisicamente ma sentiamo la loro vicinanza''. Intanto la squadra è tornata ad allenarsi per preparare la gara col Genoa. Tra i più attesi l'ex Simeone e il centrocampista francese Veretout reduce dalla doppietta di ieri, fra gli acquisti più positivi dell'ultimo mercato. ''Quando ho puntato su di lui era già per me un calciatore affermato - ha detto Corvino - Fa piacere che tanti stiamo scoprendo le sue potenzialità e quelle di altri nostri giocatori: nostro compito è far innamorare dei nuovi arrivati''.

19:28Siria: ong, 23 civili uccisi in raid Coalizione Usa

(ANSAmed) - BEIRUT, 14 DIC - Ventitré persone imparentate tra loro, di cui otto bambini o adolescenti minorenni, sono stati uccisi in un raid compiuto da aerei della Coalizione internazionale a guida Usa in un villaggio nell'est della Siria, secondo quanto riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). Il bombardamento è stato compiuto sul villaggio di Al Jerthi, nella provincia di Deyr az Zor, in appoggio alle milizie a maggioranza curda che combattono l'Isis.

19:27Scomparsa nell’Aretino: pena ridotta a 25 anni per frate

(ANSA) - FIRENZE, 14 DIC - La corte d'assise d'appello di Firenze ha rimodulato la pena per padre Gratien Alabi a 25 anni di reclusione. Il religioso era stato condannato in primo grado a Arezzo a 27 anni per l'omicidio e l'occultamento di cadavere di Guerrina Piscaglia, la 50enne scomparsa il primo maggio 2014 da Ca Raffaello, la località dell'Appennino aretino dove la donna viveva e dove il religioso prestava servizio nella locale parrocchia.(ANSA).

19:20New York Times, editore Sulzberger passa timone al figlio

(ANSA) - NEW YORK, 14 DIC - Cambio della guardia generazionale al New York Times: Arthur Gregg Sulzberger, figlio dell'editore Arthur Ochs Sulzberger Jr., prenderà dal primo gennaio il posto del padre alla guida della Old Grey Lady. Lo ha annunciato oggi lo stesso New York Times. Sulzberger padre ha 66 anni, era editore Times dal 1992 e resterà come presidente della New York Times Company: "Non e' un arrivederci - ha annunciato allo staff - ma dal primo gennaio la grande nave che è il New York Times avrà A.G. al timone".

19:18Francia: scontro treno-scuolabus, 2 morti e 7 feriti

(ANSA) - PARIGI, 14 DIC - Uno scuolabus è stato investito da un treno nei pressi di Perpignan, nel sud-est della Francia, non lontano dal confine spagnolo. Secondo TF1, il bilancio provvisorio è di 2 morti e 7 feriti gravi. L'incidente è avvenuto nel comune di Millas, sull'asse ferroviario Perpignan-Villefranche de Conflent, intorno alle 16.00. Tra le vittime, precisa TF1, ci sarebbero anche dei bambini.

Archivio Ultima ora