Usa 2016: Cruz e Kasich si alleano per fermare Donald Trump

Republican presidential candidate, Sen. Ted Cruz, R-Texas, left, shakes hands with Republican presidential candidate, Ohio Gov. John Kasich, at the start of the Republican presidential debate sponsored by CNN, Salem Media Group and the Washington Times at the University of Miami, Thursday, March 10, 2016, in Coral Gables, Fla. (ANSA/AP Photo/Wilfredo Lee)
Republican presidential candidate, Sen. Ted Cruz, R-Texas, left, shakes hands with Republican presidential candidate, Ohio Gov. John Kasich, at the start of the Republican presidential debate sponsored by CNN, Salem Media Group and the Washington Times at the University of Miami,  Thursday, March 10, 2016, in Coral Gables, Fla. (ANSA/AP Photo/Wilfredo Lee)
Republican presidential candidate, Sen. Ted Cruz, R-Texas, left, shakes hands with Republican presidential candidate, Ohio Gov. John Kasich, at the start of the Republican presidential debate sponsored by CNN, Salem Media Group and the Washington Times at the University of Miami, Thursday, March 10, 2016, in Coral Gables, Fla. (ANSA/AP Photo/Wilfredo Lee)

NEW YORK. – I repubblicani tentano la mossa della disperazione per fermare Donald Trump: l’alleanza tra il senatore ultraconservatore Ted Cruz e il moderato governatore dell’Ohio John Kasich. Obiettivo: unire le forze per impedire al tycoon di raggiungere i 1.237 delegati necessari per conquistare la nomination presidenziale.

Si tratta di un vero e proprio colpo di scena alla vigilia del nuovo ‘Super Tuesday’, che mette in palio 172 delegati repubblicani e dove la sfida più importante è quella della Pennsylvania, che i sondaggi già danno in tasca al magnate newyorchese, dopo il trionfo di New York.

Cruz e Kasich mettono dunque da parte la loro rivalità, caratterizzata da mesi di scontri e attacchi reciproci, e con una doppio comunicato delle rispettive campagne sanciscono l’asse anti-Trump, spartendosi di fatto i prossimi stati in cui si andrà a votare per le primarie.

Cruz si concentrerà in particolare sull’Indiana, dove si andrà al voto il 3 maggio, aprendo la strada a Kasich soprattutto in Oregon (17 maggio) e New Mexico (7 giugno). Una decisione clamorosa che la dice lunga sulle difficoltà del partito repubblicano, il cui establishment si è dimostrato totalmente incapace nelle scorse settimane di imporre una linea o una figura abbastanza autorevole per riuscire a fermare la corsa del tycoon dopo il fallimento delle campagne di Jeb Bush e Marco Rubio.

“Sono assolutamente disperati e matematicamente morti”, è il commento di Trump, che sceglie Twitter per replicare alla decisione di Cruz e Kasich. Una decisione che rischia di approfondire il solco che divide il tycoon dal partito repubblicano, fino ad una ipotetica quanto clamorosa rottura.

E a poche ore dal ‘super martedì’ in Pennsylvania, Maryland, Rhode Island, Connecticut e Delaware, la situazione in termini di delegati vede Trump in testa con 845 seguito da Cruz con 599 e Kasich con 148.

Sul fronte democratico intanto anche Hillary Clinton vola nei sondaggi sul voto in Pennsylvania. L’ex first lady, che ha 1.428 delegati contro i 1.153 del senatore Bernie Sanders, punta a incassare anche i 462 in palio nel ‘super martedì’ (di cui 210 nel Penn State) consapevole di poter di fatto conquistare il match point.

Intanto non cede alla lusinghe di Charles Koch, il più anziano dei fratelli Koch a capo di un impero industriale e storici finanziatori della destra americana. “Hillary è meglio di Trump e Cruz”, ha sentenziato Charles, definendo i due “terrificanti” e dando voce al malessere e ai malumori che caratterizzano molti repubblicani. Increduli di fronte al fatto di non poter contare su di un candidato che sia realmente espressione dell’establishment del partito.

La Clinton però chiarisce subito di non gradire l’endrorsement di Koch e di non essere interessata al sostegno di persone che negano i cambiamenti climatici o tentano di rendere più difficile il voto per la gente. Intanto l’ex segretario di Stato continua a vagliare i nomi dei possibili candidati alla vicepresidenza. E secondo il Nyt in pole position ci sarebbe Deval Patrick, 59 anni, avvocato per i diritti civili che è stato il primo governatore afroamericano del Massachussetts.

(di Ugo Caltagirone/

ANSA)