Leopoldo López Gil, il Vaticano visiti i prigionieri torturati in Venezuela

Leopoldo

ROMA. – “Voglio fare una petizione al Vaticano e in particolare al Nunzio in Venezuela affinché vadano a visitare i prigionieri politici torturati. Sono chiusi in carcere e da anni non vedono la luce del sole”. Lo ha chiesto Leopoldo López Gil, il padre del leader dell’opposizione ospite del programma TGtg su Tv2000.

Leopoldo Lopez Gil è in questi giorni in Italia per una campagna di sensibilizzazione sulla grave crisi politica, sociale ed economica del Venezuela. “E’ una situazione molto triste – ha sottolineato López Gil – Un paese ricco, a causa di una pessima amministrazione, ha sottoposto la maggior parte della popolazione ad un grave stato di povertà, dove non si riescono ad avere i prodotti necessari per vivere, comprese le medicine per curarsi”.

“Mio figlio Leopoldo – ha ricordato López Gil – è in carcere dal febbraio 2014 e lo hanno condannato a 14 anni di prigione per i suoi discorsi. Non ci sono prove per la condanna, non gli hanno permesso di presentare testimoni, periti o prove. Ha solo la possibilità di essere visitato dai suoi parenti più stretti”.

“Dalla morte di Chávez in Venezuela – ha proseguito – le cose sono cambiate in peggio perché il presidente Maduro è stato incapace di amministrare il Paese: s’è sviluppata la corruzione, la disonestà e la mancanza di rispetto dei diritti umani”.

“La settimana scorsa – ha concluso – abbiamo raccolto un numero sufficiente di firme per chiedere un Referendum. Il presidente dovrebbe dimettersi e convocare nuove elezioni presidenziali”.

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