Papa: basta donne discriminate, difenderle e valorizzarle

Mostra foto ANSA 'Donne in marcia'

CITTA’ DEL VATICANO. – “Perché in tutti i Paesi del mondo le donne siano onorate e rispettate, e sia valorizzato il loro imprescindibile contributo sociale”. Il Papa dedica alle donne l’intenzione universale di preghiera per il mese di maggio 2016, promossa dall’Apostolato della preghiera. E come ormai consueto l’accompagna con un suo messaggio video.

“E’ innegabile il contributo delle donne in tutti gli ambiti dell’attività umana, iniziando dalla famiglia. Ma soltanto riconoscerlo… E’ sufficiente?”, vi si chiede Francesco in spagnolo. “Abbiamo fatto molto poco – riconosce – per le donne che si trovano in situazioni molto difficili, disprezzate, emarginate, e perfino ridotte in schiavitù”.

“Dobbiamo condannare – aggiunge – la violenza sessuale che soffrono le donne ed eliminare gli ostacoli che impediscono il loro pieno inserimento nella vita sociale, politica ed economica”. “Se pensi che questo è giusto – conclude – fa conoscere questa petizione con me”: “E’ una preghiera: perché in tutti i Paesi del mondo le donne siano onorate e rispettate, e sia valorizzato il loro imprescindibile contributo sociale”.

Nel videomessaggio compare in sovraimpressione anche una serie di affermazioni sulla tutela del lavoro femminile: “Il mio lavoro vale tanto quanto quello di un uomo. Non sarò mai una schiava. No alla violenza di genere. Basta con la discriminazione nel lavoro. Uomini e donne siamo figli di Dio”.

Non è la prima volta che il Papa parla in modo molto chiaro e determinato contro la discriminazione della donna nel lavoro e nella società e per una piena valorizzazione del suo ruolo. Ma il suo messaggio questa volta esce in singolare concomitanza con la presentazione in Vaticano della rinnovata veste dell’inserto mensile dell’Osservatore Romano “Donne chiesa mondo”, che da questo mese diventa un magazine di 40 pagine a colori.

“Credo sia uno strumento che aiuti sempre più ad apprezzare quello che papa Giovanni Paolo II chiamava il genio femminile, il loro ruolo e il loro contributo anche all’interno della Chiesa. E’ un’iniziativa molto importante in questo senso”, ha sottolineato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin.

E rispondendo poi sul ruolo femminile fuori e dentro la Chiesa, il primo collaboratore del Papa ha osservato che sulla teologia della donna, incoraggiata a un maggiore approfondimento anche da Francesco, “credo ci si possa aspettare ancora di più: è evidentemente un cammino che si sta facendo ma non dimentichiamo che nella storia della Chiesa ci sono stati contributi femminili di eccezionale valore, pensiamo a Santa Caterina da Siena, politica e diplomatica in senso largo”.

Parolin ritiene che, nelle strutture ecclesiastiche, le donne non vogliano “le quote rose”, ma “farsi avanti con i loro meriti e le loro capacità senza avere degli spazi riservati istituzionalmente. Devono dare il loro contributo per quello che sono e quello che valgono”.

Ha quindi riconosciuto il perdurante “maschilismo” nella Chiesa, invitando però a “fare spazio e dare maggiore presenza, più che lamentarsi di quanto avvenuto in passato”. E sui possibili loro “ruoli apicali” ha scherzato: “e quali sono? Diventare Papa? O segretario di Stato? Di per sé una donna potrebbe ricoprire l’ufficio di segretario di Stato che non è legato ai sacramenti e al sacerdozio, ma comunque guardiamo il cammino che si è fatto e poi il Signore dirà dove si può arrivare. Ma ci sono già posizioni definitive, come sull’accesso al sacerdozio, la Chiesa ha già preso una posizione definitiva”.

In politica, infine, ha detto di veder le donne “molto bene perché portano caratteristiche che integrano e danno un grande contribuito per una politica più attenta alla persona e al bene comune”.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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