Il Papa riceve il premio Carlo Magno

Il Papa riceve il premio Carlo Magno, appello a Europa
Il Papa riceve  il premio Carlo Magno, appello a Europa
Il Papa riceve il premio Carlo Magno, appello a Europa

CITTA’ DEL VATICANO. – Un appello all’Europa a ritrovare la sua vocazione “all’apertura e alla solidarietà”. In tempi di muri contro i migranti e di sfaldamento delle basi dell’Unione, è quello che lancerà papa Francesco ricevendo in Vaticano il premio Carlo Magno 2016 (Karlspreis), il prestigioso riconoscimento internazionale conferito annualmente, fin dal 1950, dalla città tedesca di Aquisgrana a personalità con meriti particolari in favore dell’integrazione, dell’unità e della pace in Europa.

Prima di Francesco un solo Papa ha avuto questa onorificenza, Giovanni Paolo II nel 2004. A consegnare il premio al Pontefice, in una cerimonia alle 12.00 nella Sala Regia del Palazzo Apostolico – saranno il sindaco di Aquisgrana Marcel Philipp e Juergen Linden della Fondazione Carlo Magno, alla presenza al gran completo dei vertici delle istituzioni europee: discorsi saranno tenuti da Martin Schulz, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, presidenti dell’Europarlamento, della Commissione e del Consiglio europeo.

Parteciperà anche la cancelliera Angela Merkel, che il Papa prima della cerimonia riceverà in udienza (è la quarta volta che si incontrano in Vaticano) come pure Schulz, Juncker e Tusk.

Il Papa – si legge nella motivazione del premio, che fa esplicito riferimento agli interventi di Bergoglio durante la sua visita a Strasburgo del novembre 2014 – porta un messaggio di speranza all’Europa in un momento di crisi che ha messo in secondo piano “tutte le conquiste del processo di integrazione”.

Il Pontefice argentino, tra l’altro, di solito non accetta onorificenze, ma in questo caso ha voluto fare un’eccezione proprio per offrire il suo premio “all’Europa” e “alla pace”. E ai suoi discorsi a Strasburgo – in cui denunciò i mali e l’invecchiamento di “nonna Europa” – si richiamerà con una nuova sollecitazione all’Ue a ritrovare “lo spirito dei fondatori”, con l’accento su un concetto a lui diventato caro, quello di “rifondazione dell’Unione europea”.

“Io ho pensato ai grandi padri – ha affermato nel febbraio scorso durante il volo di ritorno dal Messico -. Ma oggi dove è uno Schuman, un Adenauer, questi grandi che nel dopoguerra hanno fondato l’Unione europea? E mi piace questa idea, oggi, della ‘rifondazione'”.

E sul senso dell’intervento del Pontefice è intervenuto anche il suo segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin. “Mi pare che papa Francesco continua a insistere che si costruiscano ponti: allora utilizzando e contrapponendo queste due immagini”, quella della costruzione dei ponti e quella della costruzione dei muri, “possiamo misurare tutta la distanza che c’è tra quest’ultima Europa e quella che papa Francesco sogna”, ha detto Parolin al Senato a un convegno sulla libertà religiosa.

“Domani il Papa riceverà il premio Carlo Magno – ha quindi ricordato – e sarà occasione per ricordare all’Europa la sua vocazione umanistica che è una vocazione all’apertura e alla solidarietà”.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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