Obama contro Trump, la presidenza non è un reality show

Pubblicato il 07 maggio 2016 da redazione

President Barack Obama speaks in the White House briefing room in Washington, Friday, May 6, 2016, about the economy and new steps to strengthen financial transparency and combat money laundering, corruption, and tax evasion. (ANSA/AP Photo/Andrew Harnik)

President Barack Obama speaks in the White House briefing room in Washington, Friday, May 6, 2016, about the economy and new steps to strengthen financial transparency and combat money laundering, corruption, and tax evasion. (ANSA/AP Photo/Andrew Harnik)

NEW YORK. – “La presidenza degli Stati Uniti non è entertainment, non è un reality show”. Quello a Donald Trump è un duro attacco firmato Barack Obama, sferrato in diretta tv all’ora di pranzo. E lanciato insieme ad un accorato appello agli elettori e ai media: “Non sottovalutatelo”.

Nel frattempo il partito repubblicano vive un’altra drammatica giornata, con i vertici spaccati e incapaci di gestire lo sconquasso provocato dall’affermazione del tycoon newyorchese. Qualche ora prima le parole del presidente americano l’ultima uscita di Trump, che nel giorno delle elezioni amministrative in Regno Unito ha affermato di tifare per la Brexit: “La Gran Bretagna starebbe meglio fuori dall’Unione europea”, è il suo pensiero.

Esattamente l’opposto del messaggio che Obama il mese scorso consegnò nelle mani del premier David Cameron, durante la sua visita a Londra. Per Trump invece non ci sono dubbi sul sostegno alla linea degli euroscettici britannici. Anche se, ha precisato, “sta agli elettori decidere”.

In un’intervista a Fox News, però, ha spiegato come “il fenomeno dell’immigrazione è una cosa orribile per l’Europa”, un fenomeno che spinge molti Paesi del Vecchio Continente a tirarsi indietro. E i temi dell’Europa e dell’immigrazione non sono i soli che dividono profondamente Obama da colui che vuole costruire un muro al confine col Messico e che potrebbe davvero diventare il prossimo Commander in Chief. Hillary Clinton permettendo.

Per questo nei giorni scorsi dalla Casa Bianca era trapelata una chiara indicazione: la campagna elettorale americana è entrata nel vivo e il presidente non ha alcuna intenzione di stare in silenzio. Non farà mai mancare la sua voce per difendere i risultati raggiunti in questi anni e per contrastare la retorica di Trump che parla di un’America in declino e senza leadership.

Puntuale Obama è partito all’attacco, lanciando persino un appello all’elettorato della destra americana tradizionale e moderata: “C’è una chiara divisione all’interno del partito repubblicano. Ma sono gli elettori repubblicani che devono decidere se Donald Trump parla per loro e rappresenta i loro valori”.

Per il presidente devono essere presi in considerazione tutti gli aspetti che definiscono la controversa figura del tycoon. L’invito è quello di “prendere molto sul serio” le dichiarazioni fatte da Trump nel passato. Quelle che hanno fatto scalpore nel mondo intero.

Ma bisogna anche valutare nel dettaglio i programmi elettorali da lui proposti, verificandone a fondo la plausibilità. Concentrarsi sui contenuti, dunque, non solo sugli elementi di spettacolo. E qui non manca la stoccata alla stampa, responsabile per il presidente americano di un’eccessiva enfatizzazione della figura di Trump: “Questa enfasi dei media sul circo mi preoccupa, non è qualcosa che possiamo permetterci”.

Come Obama – ha spiegato lui stesso – non può perdere tempo a leggere i tweet del tycoon. Uno degli ultimi postati lo ritrae nel suo ufficio sulla Fifth Avenue mentre mangia i tacos per la festa del ‘Cinco de Mayo’. Uno stereotipo che fa infuriare ulteriormente la comunità latinoamericana: “Mangiare tacos o indossare un sombrero non rappresenta la comunità ispanica nel 2016”.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)

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