Mattarella difende l’Europa, anacronista volerla dividere

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ROMA. – Nel giorno della Festa dell’Europa, da Roma è arrivato un messaggio di rilancio del progetto comunitario, sempre più indebolito dalle spinte nazionaliste sull’onda della persistente stagnazione economica, dell’emergenza migratoria e del terrorismo.

Da Mattarella a Mogherini, da Napolitano a Gozi, il comun denominatore è la consapevolezza che la crisi dell’Europa è vicina ad un punto di non ritorno, ma allo stesso tempo non c’è alternativa all’integrazione, per affrontare al meglio le sfide interne ed esterne.

Il capo dello Stato ha insistito sulla necessità di “difendere l’Europa ed i suoi valori dalle tendenze che, anacronisticamente, cercano di disgregarla facendo leva su irrazionali paure ed incertezze”. La ricetta è “più integrazione”, puntando sui giovani che “con le loro esperienze formative nei Paesi membri gettano le basi per l’Europa del futuro”.

Anche l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue ha scelto Roma per celebrare questa giornata, che ricorda la storica dichiarazione del ministro degli Esteri francese Robert Schuman, nel 1950, su una nuova forma di cooperazione politica che avrebbe posto fine alle guerre tra le nazioni.

“Per la prima volta l’Europa deve fronteggiare una minaccia esistenziale che viene dal suo interno”, ha avvertito Federica Mogherini, che incontrando gli studenti ha puntato il dito contro gli “europeisti part-time capaci di chiedere aiuto ma non di offrirlo quando necessario” e che vogliono “costruire muri invece di abbatterli”.
L’Europa – ha assicurato – ha tutti gli strumenti per sconfiggere il terrorismo e gestire l’immigrazione, e nonostante tutti i problemi “è ancora la sola storia di integrazione regionale di successo, il più ricco continente del mondo” ed anche il più libero.

Fare da soli non è più possibile in un mondo globalizzato, ha sottolineato il presidente emerito Giorgio Napolitano: “Neanche la Germania può farcela” e bisogna quindi venir fuori da questo “esaurimento nervoso”, facendo tesoro dei “grandi traguardi nella costruzione europea” ottenuti in questi 60 anni e “che non sono stati valorizzati abbastanza” dalle classi dirigenti nazionali.

Le celebrazioni romane per la Festa dell’Europa sono iniziate al Campidoglio, dove Mogherini, il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi ed il commissario di Roma Francesco Tronca hanno consegnato simbolicamente le bandiere dell’Italia e dell’Ue a 1500 alunni delle scuole elementari.

“Il Campidoglio è sempre stato un luogo di supereroi della storia e l’Europa è un po’ un supereroe”, ha affermato Gozi, invitando a “ritrovare il senso della parola solidarietà, un principio giuridico presente nei Trattati, per avviare il rilancio dell’Europa”.

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