L’Ue verso approvazione della flessibilità, ma pesa il debito elevato

A general view shows members of the European Parliament voting during a plenary session in the European Parliament in Strasbourg, France, 12 April 2016. EPA/PATRICK SEEGER
A general view shows members of the European Parliament voting during a plenary session in the European Parliament in Strasbourg, France, 12 April 2016. EPA/PATRICK SEEGER
A general view shows members of the European Parliament voting during a plenary session in the European Parliament in Strasbourg, France, 12 April 2016. EPA/PATRICK SEEGER

BRUXELLES. – Non dovrebbero esserci più ostacoli alla richiesta italiana di flessibilità sui conti pubblici 2016: la Commissione europea si prepara a dare il via libera il 18 maggio, quando presenterà anche le raccomandazioni specifiche per Paese. Ma la concessione di ulteriori margini di bilancio, oltre a quelli concessi nel 2015, non mettono l’Italia al riparo da un’azione sul debito, che ha raggiunto il suo picco nel 2015 e non è sceso nel 2016, come hanno confermato le recenti previsioni economiche.

Eurostat, il 21 aprile, aveva anche certificato che nel 2015 l’Italia ha violato la ‘regola del debito’, uno dei paletti della nuova governance che può far scattare una procedura con eventuali sanzioni. Il collegio dei commissari, riunito a Strasburgo, ha tenuto un primo dibattito ‘di orientamento’ sul rispetto del Patto di stabilità, in vista della pubblicazione delle raccomandazioni e del giudizio definitivo sulle leggi di stabilità, tra cui quella italiana.

Il confronto – riferiscono fonti europee – avrebbe quindi confermato che la Commissione è orientata a riconoscere tutta la flessibilità aggiuntiva chiesta dall’Italia per riforme (0,1%), investimenti (0,3%) e migranti (0,2%), ma resta lo scoglio del debito pubblico, che doveva cominciare a ridursi già nel 2015 e che invece resta a 132,7% anche nel 2016.

Nel corso del dibattito sarebbe emerso apprezzamento per il percorso delle riforme in Italia, mentre i dati del debito non rispettano gli obiettivi. Anche se ulteriori valutazioni sono ancora in corso. Il problema principale è che l’Italia, nel 2015, è in conclamata violazione della regola che ne impone la riduzione, perché non ha effettuato lo sforzo strutturale raccomandato dalla Ue.

Nemmeno la flessibilità ulteriore migliora la situazione, perché i margini si applicano al 2016. La violazione della regola obbliga Bruxelles a preparare un rapporto sul debito, chiamato ‘126.3’, che ne valuterà la sostenibilità o meno. Anch’esso dovrebbe arrivare il 18 maggio.

Altre fonti di Bruxelles osservano che il “negoziato strategico è ancora aperto” sebbene si possano per ora escludere “sorprese” come l’apertura di procedure per debito eccessivo. La trattativa, a quanto si è appreso, si sta svolgendo in maniera serrata ma senza una particolare conflittualità, sebbene le osservazioni critiche non manchino e potrebbero spingere i commissari che vigilano sull’andamento dei conti pubblici a inviare Roma una nuova lettera ‘ad hoc’ sull’esempio di quanto già avvenuto lo scorso marzo, quando Moscovici e Dombrovskis avvertirono Roma sulla violazione della regola del debito, chiedendo di prendere rimedi nel programma di stabilità.

Particolarmente difficile sarebbe invece la posizione della Spagna, largamente fuori dagli obiettivi per il deficit e nelle condizioni per far scattare una richiesta di sanzioni. Un’eventualità che viene vista con estrema attenzione e cautela poichè – secondo la valutazione di alcuni dei commissari – potrebbe influenzare la campagna elettorale in vista del voto del 26 giugno.

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