Grasso, avanti la legge sui partiti assieme alle riforme

Il presidente del Senato, Pietro Grasso.
Il presidente del Senato, Pietro Grasso.
Il presidente del Senato, Pietro Grasso.

ROMA. – La vicenda Pizzarotti piomba sulla legge sui partiti, in discussione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, dove oggi inizia il voto degli emendamenti. E proprio sulla necessità di portare avanti questa legge “all’unisono” con le riforme costituzionali e quella elettorale, ha insistito il presidente del Senato, Pietro Grasso, come già aveva fatto in precedenti occasioni.

Le sanzioni di M5s contro Pizzarotti, arrivano mentre la Commissione Affari costituzionali della Camera sta discutendo anche del tema delle vita democratica interna di partiti e movimenti. In commissione sono state presentate varie proposte di legge, tra cui una del Pd che obbliga partiti e movimenti ad avere uno statuto, pena l’esclusione dalle elezioni. Approccio contestato da M5s che non ha uno statuto.

Il relatore Matteo Richetti (Pd) ha presentato un testo unificato che prevede due vie: per i partiti che vogliono usufruire dei benefici fiscali ci sono obblighi maggiori, mentre per i movimenti che vi rinunciano (come M5s) gli oneri sono minori. Ma, come ha osservato Pino Pisicchio, presidente del gruppo misto, la vicenda Pizzarotti pone il problema della democrazia interna a partiti e movimenti.

Mentre i partiti come il Pd o Fi hanno un codice etico noto, con sanzioni definite ed erogate da un organo diverso da quello di direzione politica, M5s non ha nulla di tutto ciò, con conseguenti minori garanzie per i suoi iscritti o militanti, come Pizzarotti.

M5s ha presentato degli emendamenti che eliminano dal testo di Richetti l’obbligo per partiti e movimenti del “metodo democratico” nella “vita interna”. Ma Richetti non prevede sanzioni se il M5s o altri movimenti non adempiono a questo obbligo.

Altri partiti (Sel, Lega, gli ex M5s) hanno presentato emendamenti – subito ribattezzati “salva Pizzarotti” – che giungono ad escludere dalle elezioni i movimenti che non hanno un organo disciplinare o di controllo diverso da quello esecutivo (nel caso di M5s dal Direttorio).

Oggi si votano gli emendamenti e si prevede un confronto duro. Non a caso Davide Ermini ha detto che M5s “è allergico alla democrazia”, visti i suoi emendamenti. Grasso, ricordando Pietro Scoppola, ha detto che “è vitale” fare procedere la legge sui partiti di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione “all’unisono con la revisione istituzionale per garantire la realizzazione del ‘metodo democratico’ espressamente voluto dalla Costituzione”.

Come ha spiegato in altri frangenti, il corollario della legge maggioritaria e del fatto che la sola Camera è eletta a suffragio universale, è costituito dall’assicurazione della vita democratica interna dei partiti. “Sono convinto – ha aggiunto Grasso – che l’attuazione di questa norma sia anche la premessa necessaria a rafforzare la legittimazione etica dei Partiti e la loro capacità di selezionare la classe dirigente, in modo da prevenire la grave questione morale che oggi colpisce trasversalmente la politica italiana”.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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