Allarme 007 Usa, spiati i candidati alla Casa Bianca

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NEW YORK. – I candidati alla Casa Bianca spiati da hacker di governi stranieri. E’ l’allarme lanciato da James Clapper, capo degli 007 Usa, che invita Donald Trump, Hillary Clinton e Bernie Sanders a rafforzare i livelli di sicurezza attorno alle loro campagne elettorali.

Si prevedono infatti crescenti ‘cyber-minacce’ nelle prossime settimane, quando la corsa per la presidenza degli Stati Uniti entrerà ancora di più nel vivo. Il messaggio e’ poco rassicurante, visto che viene da colui che, dalla Cia alla Nsa, coordina il lavoro di tutte le agenzie di intelligence federali.

“Siamo consapevoli e abbiamo chiare indicazioni che hacker stanno prendendo di mira le campagne dei candidati e le organizzazioni a loro collegate per svariati motivi e con scopi diversi”, ha spiegato Clapper. Anche se – ha sottolineato lo stesso direttore dell’intelligence nazionale – non è la prima volta che candidati presidenziali sono sotto cyberattacco.

Successe anche nel 2008, quando sia la campagna di Barack Obama che quella del rivale John McCain furono infiltrate da pirati informatici stranieri che tentarono di rubare dati sensibili, come email private o informazioni emerse in briefing di alto livello in materia di economia e sicurezza nazionale. E anche nel 2012 sia Obama che Mitt Romney entrarono nell’obiettivo di hacker cinesi.

Clapper non specifica chi degli attuali concorrenti alla presidenza sia stato già preso di mira, né l’origine della minaccia. Ma i sospetti portano sempre agli stessi Paesi, quelli con cui da anni gli Stati Uniti sono impegnati in une vera e propria cyberguerra: Cina, Russia, Iran, Corea del Nord.

Il capo dell’intelligence Usa ha comunque assicurato come sia gli investigatori dell’Fbi sia quelli del Homeland Security siano già al lavoro per limitare al massimo le minacce, destinate – ha ripetuto – a intensificarsi nelle prossime settimane. Si cerca soprattutto di capire se i pirati in azione stiano tentando di carpire elementi riguardanti ancora una volta l’economia e la sicurezza nazionale.

Sia Donald Trump che Hillary Clinton, infatti, sono in una fase in cui stanno mettendo a punto le loro agende presidenziali, e continui sono gli scambi con i vertici delle agenzie di intelligence, con esperti di massimo livello e anche con i leader alleati.

Conversazioni potenzialmente ricche di preziosissime informazioni. Senza contare il fatto che le banche dati delle varie campagne contengano informazioni su milioni di elettori, finanziatori e volontari. Tutti dati che fanno gola a diverse organizzazioni criminali.

Sotto osservazione – emerge da indiscrezioni – anche l’attività di Anonymous, la rete di hacker che più volte ha minacciato di sferrare una “guerra totale” contro la campagna di Donald Trump.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)

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