Doping: presto il verdetto su Pechino 2008

IOC president, German Thomas Bach, speaks during the presentation of the book 'Presidente Samaranch. Los 21 años de la presidencia que cambiaron el deporte' (lit. President Samaranch. 21 years of Presidency that changed sports) at the Spanish Olympic Committee in Madrid, Spain, 13 May 2016. EPA/Luca Piergiovanni
IOC president, German Thomas Bach, speaks during the presentation of the book 'Presidente Samaranch. Los 21 años de la presidencia que cambiaron el deporte' (lit. President Samaranch. 21 years of Presidency that changed sports) at the Spanish Olympic Committee in Madrid, Spain, 13 May 2016.  EPA/Luca Piergiovanni
IOC president, German Thomas Bach, speaks during the presentation of the book ‘Presidente Samaranch. Los 21 años de la presidencia que cambiaron el deporte’ (lit. President Samaranch. 21 years of Presidency that changed sports) at the Spanish Olympic Committee in Madrid, Spain, 13 May 2016. EPA/Luca Piergiovanni

ROMA. – Il ciclone del doping si abbatte nuovamente sul mondo dello sport, e proprio nell’anno olimpico, e rischia di provocare un notevole danno d’immagine, oltre che quello concreto. Le nuove metodologie di controllo, e la possibilità di effettuare nuovi test fino ad otto anni di distanza, stanno facendo emergere novità inquietanti.

Così è confermato che ai Giochi di Pechino 2008 31 atleti di 12 paesi e 6 diverse discipline gareggiarono dopati e ora, se risulteranno positivi anche alle controanalisi, verranno squalificati e privati delle medaglie nel caso fossero saliti sul podio. I nomi si sapranno nella prima metà di giugno.

Intanto vanno avanti anche i controlli su 250 campioni biologici di Londra 2012, e anche qui sarebbero in arrivo sorprese. Detto che si lavora anche sul fronte degli atleti del Kenya, e archiviato, almeno così sembra, lo scandalo Meldonium, il caso più grave è quello del presunto doping di Stato messo in atto dalla Russia nell’Olimpiade invernale di casa, ovvero Sochi 2014, con tanto di manipolazione o scambio di provette e l’intervento perfino di personaggi dei servizi segreti di Mosca.

Il presidente del Cio Thomas Bach ha parlato di “un livello inimmaginabile di criminalità” per descrivere la gravità della situazione, mentre il New York Times ipotizza l’entrata in scena della magistratura penale americana, che già ha avuto l’effetto di un ciclone sulla Fifa.

In ogni caso, se certe accuse verranno approvate, è in arrivo una pioggia di squalifiche, anche a vita secondo Bach, e si arriva a ipotizzare l’esclusione “in toto” (quindi non solo nell’atletica) della Russia da Rio 2016. Ciò anche se il presidente del Cio ha precisato che l’eventuale bando non riguarderà il comitato olimpico di Mosca ma le singole federazioni.

Da Praga arriva anche il commento di uno che di vittorie alle Olimpiadi se ne intende, ovvero Usain Bolt che gareggerà venerdì nei 100 ad Ostrava. “Quelle riguardanti Pechino 2008 e altre vicende – è il commento della leggenda giamaicana – sono davvero brutte notizie. Però faccio i complimenti alla Wada, l’agenzia mondiale antidoping, che sta facendo un ottimo lavoro riuscendo a rendere più pulito il mondo dello sport. Ora possiamo dire che chi bara poi verrà scoperto”.

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