Antonello Tolve a Caracas disserterà sull’arte e la critica italiana

L'ambasciatore Silvio Mignano
L'ambasciatore Silvio Mignano
L’ambasciatore Silvio Mignano

CARACAS – Tanta politica. E’ sempre stato così. Ma mai prima d’ora la politica aveva occupato tutti gli spazi, anche quelli che dovrebbero essere riservati alla cultura. Ed allora, l’intellettualità venezuelana, che, come sempre,è avida di cultura, accoglie con grande entusiasmole attività organizzate dalla nostra Ambasciata e dal nostro Istituto Italiano di Cultura.

Le conferenze del curatore Antonello Tolve, prima nel Centro Cultural Chacao (domenica 22 maggio alle ore 10:00) e poi nel nostro Istituto Italiano di Cultura (giovedì 24 maggio alle ore 17:00) non sono certo l’eccezione.

– L’idea – spiega l’Ambasciatore Silvio Mignano – è stata proposta dallo stesso Antonello Tolve, uno dei giovani curatori italiani più apprezzati; una personalità di spicco che, a livello internazionale, lavora con i più importanti musei di arte contemporanea del mondo. Il suo progetto ci è sembrato assai importante poiché si articola su due anni.

Il nostro Ambasciatore chiarisce che si tratta di una mostra che sarà realizzata il prossimo anno. E spiega:
– Non ci limiteremo unicamente a invitare un determinato numero di artisti italiani, che rappresentano le diverse generazioni dal dopoguerra ad oggi, probabilmente un 50enne, un 40enne e un giovane, ma è nostra intenzione promuovere un interscambio con un numero ancora da definire di artisti venezuelani, affinché possano avviare un dialogo che trascenda il limite di tempo e spazio di una mostra. Per realizzare il progetto, il curatore non ha pensato di rivolgersi a noi che conosciamo la “rete” culturale locale ma che non siamo tecnici del settore. Ha deciso di venire personalmente. Devo dire che ci è sembrato molto serio da parte sua.

Antonello Tolve
Antonello Tolve

Quindi Tolve vuole un approccio profondo con la realtà venezuelana, desidera conoscere e capire in prima persona le espressioni di arte contemporanea “per superare la barriera tra il Venezuela e l’Europa, frutto della poca conoscenza che, a volte, si ha delle espressioni artistiche e culturali del Paese”.

E, infatti, a prescindere dalle attività delle istituzioni ufficiali, la cui attenzione è distratta da altre priorità, in Venezuela esiste un sottobosco di artisti giovani e meno giovani e di persone amanti della cultura che sovente sfugge ad occhi poco allenati ma non a quello di chi ha fatto dell’attività culturale una sua ragione di vita.

– Il Venezuela – ci dice l’Ambasciatore Mignano, poeta e scrittore prestato alla diplomazia e, comunque, uomo di una profonda formazione umanistica – ha una sua storia di arte contemporanea. Negli anni ’50 e ’60 è stata di altissimo livello. E questo lo sanno tutti. Non dimentichiamo la sua influenza nell’arte cinetica ma anche in tanti altri aspetti dell’architettura e dell’arte figurativa. Poi è sceso un cono d’ombra su ciò che si fa nel Paese. Tolve pensa, con umiltà: “Vengo, prendo contatti, studio, capisco la realtà e anche cosa, al suo interno, può essere utile far dialogare con quella italiana”.

L’ambasciatore è convinto che il prossimo anno, l’attività espositiva che si organizzerà con il curatore sarà di grande successo. Non sarà un confronto tra due realtà diverse ma l’avvio di un colloquio proficuo tra esse.

– Durante la sua permanenza in Venezuela, il cui obiettivo principale sarà quello di immergersi nella realtà locale per comprenderla, Tolve darà anche alcune conferenze…

– Sì, in effetti – ci dice subito l’Ambasciatore Mignano -. Dato che comunque aveva deciso di venire in Venezuela, abbiamo proposto che il suo lavoro non si limitasse alla preparazione dell’evento ma che offrisse qualcosa di più. Tolve – prosegue il diplomatico – ha accolto con entusiasmo la nostra idea. Abbiamo pensato di realizzare due conferenze. Una, chissà, un po’ più tecnica, ma non per questo di minor interesse per il grande pubblico, nel Centro Culturale di Chacao, e l’altra nel nostro Istituto Italiano di Cultura.

La prima, illustra l’Ambasciatore, “verterà sul rapporto tra la critica artistica e il lavoro del curatore” e l’altra, corredata da diapositive, sull’arte italiana dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Le due conferenze sono ovviamente in italiano ma sarà disponibile la traduzione simultanea con cuffie individuali. Per questo, l’Ambasciatore raccomanda di non dimenticare un documento d’identità senza il quale la cuffia non sarà consegnata.

– Altre attività?

– Certamente queste due grandi conferenze, già in calendario – precisa -. Poi, probabilmente, lunedì ce ne sarà una terza con artisti e curatori venezuelani negli spazi de “Los Galpones”. Cercheremo di darne opportuna notizia attraverso la rete, non appena sarà confermata. Anche in questo caso, l’accesso sarà libero, non vi saranno limitazioni. Naturalmente, saremo presenti anche in programmi radio e di televisione

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