F1: Pioggia e pasticci, Hamilton vince alla roulette di Monaco

Pubblicato il 30 maggio 2016 da redazione

Mercedes driver Lewis Hamilton of Britain celebrates after winning the Formula One Grand Prix at the Monaco racetrack in Monaco, Sunday, May 29, 2016. (ANSA/AP Photo/Petr David Josek)

Mercedes driver Lewis Hamilton of Britain celebrates after winning the Formula One Grand Prix at the Monaco racetrack in Monaco, Sunday, May 29, 2016. (ANSA/AP Photo/Petr David Josek)

ROMA – Un solo cambio gomme. Nonostante la pista fradicia in partenza, umida per gran parte della gara, quasi asciutta verso la fine dei 78 giri. Alla roulette di Montecarlo, tra pioggia e pasticci (Red Bull) Lewis Hamilton gioca d’azzardo e vince puntando tutto su un unico pit stop, mentre gli altri si fermavano almeno due volte.

E proprio la seconda sosta è stata fatale a Daniel Ricciardo. L’australiano della Red Bull, partito dalla pole, aveva la gara in pugno quando è stato richiamato al box. Dove però, causa un’incomprensione sulla strategia da adottare, le gomme non erano pronte. Risultato, una gran perdita di tempo che il povero Ricciardo – furente sul secondo gradino del podio – non è più riuscito a recuperare.

Terzo l’ottimo Sergio Perez con la Force India, caparbio nel tenere dietro Sebastian Vettel e la sua Ferrari, respingendo gli attacchi che il ferrarista gli ha portato fino alle ultime curve.

Un quarto posto che ha lasciato l’amaro in bocca al tedesco, incolpatosi di aver mancato il podio, nonostante “la macchina fosse veloce”. Ancor peggio è andata a Kimi Raikkonen, fuori dai giochi già al 12/o giro, dopo aver urtato il guard-rail al Loews. Sfortuna ha voluto che l’ala anteriore si sia incastrata sotto la sospensione sinistra della Ferrari, costringendolo a parcheggiare nella via di fuga all’uscita del Tunnel.

Fine settimana da dimenticare anche per Max Vertsappen. Dopo l’errore di sabato in qualifica, la gara del vincitore del Gp di Spagna è terminata al 35/o giro, quando la sua Red Bull ha picchiato contro un muretto.

In casa Mercedes se Hamilton può finalmente gioire per aver vinto il primo Gp della stagione, Nico Rosberg è l’immagine della delusione. Il leader della classifica piloti è giunto solo settimo al termine di una corsa opaca (al 15/o giro ha dovuto pure lasciarsi superare, per ordine della scuderia, dando spazio al compagno di squadra decisamente più veloce) ed ora il vantaggio sull’inglese si è ridotto a soli 24 punti.

Dopo quasi due ore di gara intensissima, Hamilton può gioire, accogliendo sul traguardo l’abbraccio della squadra ed i complimenti di Justin Bieber, fan d’eccezione. Il campione del mondo ha guidato la sua Mercedes gommata full wet per 31 giri (i primi 7 dietro la safety car causa la pioggia intensa), anche mentre l’asfalto delle strade di Monaco si andava asciugando. Quindi è passato alle ultra soft (mescola Pirelli all’esordio) continuando ad essere velocissimo.

Ricciardo ha tentato un ultimo, disperato, assalto. Alla fine si è arreso. “State zitti, non c’è nulla che possiate dirmi per migliorare la situazione” ha sibilato nella radio, al team che gli faceva i complimenti.

“La strada è ancora lunga, mancano tante gare alla fine e per ora non penso al Mondiale – ha assicurato Hamilton – Grazie a Dio, oggi è andato tutto come speravo. Devo ringraziare il team che mi ha messo a disposizione una grande macchina”.

Si è assunto colpe forse non solo sue Vettel, amareggiato per il mancato terzo posto: “Oggi è stata colpa mia, avrei dovuto rendere possibile il podio, se non di più, perché la macchina era veloce. Il primo pit stop è stato fantastico e devo ringraziare i ragazzi per avermi consentito di superare Rosberg”.

I problemi sono nati altrove: “Quando ero dietro Massa sulle intermedie, lui aveva le rain. La pista era ancora molto scivolosa e avrei dovuto creare io le condizioni per il sorpasso. A volte le corse sono lunghissime, Montecarlo è durata 78 giri, ma in questo caso erano sono 5 quelli che contavano e lì ho perso il podio.

Se fossi riuscito a superare Massa la mia gara avrebbe preso un’altra piega: non sarei rimasto attardato a lottare con Alonso, Hulkenberg e Rosberg, ma avrei potuto impostare la strategia migliore e decidere quando era il momento di passare alle slick invece che farlo per forza in quel momento”.

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