Mattarella, migliorare le condizioni di vita nei paesi da cui i flussi hanno origine

Pubblicato il 30 maggio 2016 da redazione

Migrants after a night in the train station of Ventimiglia, on the Italian border with France, Ventimiglia (Italy), 18 June 2015. ANSA/LUCA ZENNARO

Migrants after a night in the train station of Ventimiglia, on the Italian border with France, Ventimiglia (Italy), 18 June 2015. ANSA/LUCA ZENNARO

SARAJEVO. – “Pensare di deviare i flussi di immigrazione da un Paese all’altro? Risposta singolarmente ingenua. Risolvere il problema dei migranti chiudendo frontiere e con iniziative singole? Azione effimera ed inutile”.

Mentre nel Mediterraneo le stime variano dai 600 ai mille morti in mare negli ultimi tre giorni e le storie raccontano di bimbi annegati, genitori disperati e neonati miracolosamente recuperati vivi, Sergio Mattarella continua la sua campagna di sensibilizzazione sui diritti dei migranti ed i doveri dell’Europa.

E lo ha fatto anche da Sarajevo durante un meeting dei Paesi balcanici, ben più sensibili dei Paesi del nord Europa al tema dei flussi. Quello dell’immigrazione è “un fenomeno epocale e destinato a durare nel tempo” e “atteggiamenti solitari e di chiusura sono effimeri e inefficaci. Occorrono al contrario – ha detto il presidente della Repubblica ai rappresentanti di Bosnia, Serbia, Croazia, Slovenia, Montenegro, Kosovo, Albania e Macedonia – politiche unitarie e coerenti, azioni coordinate a livello planetario nel campo della solidarietà e dell’accoglienza”.

Serve innanzitutto “lucidità” per affrontare una sfida di queste proporzioni e servono anche “politiche credibili in tema di attivazione di canali legali di migrazioni e rimpatri”. Insomma, ha spiegato Mattarella, il problema non si può tamponare con muri e barriere ma si deve aggredire con una visione etica e di lungo periodo, per esempio migliorando “le condizioni di vita nei paesi da cui i flussi hanno origine”.

La distanza dell’Europa dal problema dei flussi, tra l’altro sottolineata dalla Macedonia che ha parlato di “abbandono da parte di Bruxelles, è stata stigmatizzata anche dalla presidente della Camera, Laura Boldrini.

“E’ con amaro realismo che affermo che i flussi di rifugiati e di migranti sono divenuti un problema comune europeo soltanto quando, la scorsa estate, decine di migliaia di persone hanno cominciato a raggiungere, a piedi, il cuore del nostro continente.

Ricorderemo il 2015 come l’anno del flusso lungo la ‘rotta balcanica’”, ha ricordato la presidente della Camera nel suo intervento al vertice dei Parlamenti dell’Unione per il Mediterraneo in corso a Tangeri.

Per questo è arrivata l’ora di parlare di una sorta di “Piano Marshall” per il Mediterraneo del sud: “è il tempo che l’Europa vari un grande piano strategico che sappia coniugare visione di medio e lungo termine, risorse economiche importanti ed impegno politico.

E’ il tempo di un’piano Marshall’ per l’area euromediterranea e per l’Africa”, ha spiegato la Boldrini sottolineando che questo è un interesse anche dell’Unione europea.

Di tutt’altro avviso Matteo Salvini che parla addirittura di “genocidio di italiani”: “è’ stato raggiunto il limite, pensate che abbiamo 1 milione e 400 mila bambini sotto la soglia della povertà che tirano a campare; bisogna trovare una soluzione a casa loro perchè quella che è in corso è una immigrazione organizzata finanziata da chi sta facendo una marea di soldi.

C’è una “sostituzione etnica” in corso per portare masse di stranieri in Italia e cancellare gli italiani, è un tentativo di genocidio”, ha assicurato in Tv.

E’ solo uno sciacallo. L’unico genocidio a cui stiamo assistendo è quello di cui ogni giorno sono vittime i migranti che scappano da guerra e fame e trovano la morte in mare”, gli ha replicato Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana.

(dell’inviato Fabrizio Finzi/ANSA)

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