Renzi, non c’è nessuna invasione di migranti in Italia

Pubblicato il 30 maggio 2016 da redazione

Un momento del soccorso di un gommone con 101 migranti da parte della nave Bettica della Marina Militare impegnata nell'operazione Mare sicuro, il 28 maggio 2016. ANSA/ US MARINA MILIARE

Un momento del soccorso di un gommone con 101 migranti da parte della nave Bettica della Marina Militare impegnata nell’operazione Mare sicuro, il 28 maggio 2016. ANSA/ US MARINA MILIARE

ROMA. – “Non c’è nessuna invasione” di migranti in Italia, “nè emergenza” ed è “meschino” l’atteggiamento di “chi grida e urla”. Il premier Matteo Renzi replica così al leader della Lega Nord Matteo Salvini, secondo cui “gli sbarchi si susseguono…Cosa c’è da festeggiare il 2 giugno? E’ la festa della Repubblica invasa e disoccupata”.

Intanto, il Viminale deve far fronte ai massicci arrivi degli ultimi giorni e pensa ad un sistema di incentivi per spingere i Comuni all’accoglienza.

RENZI, UE SCOMMETTERA’ SU MIGRATION COMPACT – I numeri degli arrivi, per Renzi, “nella percezione mediatica sembrano molto più grandi. Ma sono in media con il passato e non superiori a altri paesi”. I dati aggiornati ad oggi parlano in effetti di 47.740 migranti sbarcati nel 2016, il 4% in più dello stesso periodo del 2015.

Il punto, per il premier, “è che non sono solo numeri. Ma sono bambini che muoiono nelle stive. Mamme che accettano di rischiare la vita e farla rischiare ai propri figli, tale e tanta è la loro disperazione. Non sono solo numeri. Dunque, io dico: aiutiamoli a casa loro davvero, con la cooperazione internazionale e un diverso modello di aiuti allo sviluppo. Nel frattempo salviamo quante più vite umane possibili, sapendo che non c’è nessuna invasione”.

Renzi esterna poi ottimismo sul Migration Compact, la proposta italiana presentata a Bruxelles. “Finalmente – osserva – qualcosa si muove e l’Unione Europea pare intenzionata a scommettere davvero sul Migration Compact”.

OPPOSIZIONE ATTACCA – L’opposizione continua però ad attaccare. Oltre alla Lega, c’è anche Forza Italia. Per il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, “le cifre spaventose degli ultimi giorni, con 15 mila arrivi e 700 morti, dicono un sonoro e tragico ‘basta!’ al modo con cui si sta affrontando l’emergenza immigrazione. Siamo umani, non possiamo guardare con sguardo distratto e cinico i bambini che annegano. Di certo però la politica del soccorso in mare di oggi ottiene risultati opposti a quelli che vorrebbe determinare”.

7.200 SBARCATI NEL WEEKEND – Mentre infuria la polemica politica, il Viminale fa i conti con un sistema d’accoglienza messo a dura prova dall’impennata delle partenze: nell’ultimo fine settimana si sono contati ben 7.200 sbarchi. E’ partita una circolare ai prefetti per recuperare 5.600 posti in 80 province (70 a provincia) in modo da trovare una sistemazione agli ultimi arrivati, ma se non si arresta il flusso sarà un’estate molto complicata, tenendo conto che il sistema d’accoglienza registra già 119mila presenze.

Probabili nuove richieste ai prefetti. Dalla Regione Lombardia è subito partita una protesta e la richiesta al Governo di escludere le province lombarde dal nuovo piano di redistribuzione perchè il territorio è già “saturo”.

VIMINALE, INCENTIVI A COMUNI – Dopo le amministrative – quando i toni delle polemiche forse si abbasseranno – il ministero tornerà a discutere con Regioni e Comuni per cercare una soluzione condivisa. La strategia è quella di ‘disperdere’ i migranti in arrivo il più possibile su tutto il territorio nazionale, evitando le grandi concentrazioni.

Il sottosegretario Domenico Manzione, parla di “una serie di incentivazioni, per consentire agli 800 Comuni su ottomila che fanno accoglienza di poter diventare un numero molto più significativo”. Proposta accolta positivamente dall’Anci, perchè, spiega Matteo Biffoni, delegato all’Immigrazione per l’Associazione dei Comuni, “in linea con la logica dei piccoli interventi premianti per i Comuni che fanno accoglienza”.

BOOM MINORI SOLI – Problema nel problema, infine, è quello dei minori soli che continuano a sbarcare, quando non muoiono nella traversata. L’Unicef parla di una media di mille al mese arrivati nel 2016 e questa cifra è destinata ad aumentare.

Per loro non è facile trovare strutture di accoglienza adeguate: ieri, ad esempio, c’è stata una rivolta in una struttura a Palermo che accoglie 54 minori, che lamentavano il mancato pagamento della diaria e un trattamento non idoneo. Anche su questo tema il Viminale spera nella collaborazione dei Comuni.

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