Prove di dialogo con Putin. Juncker a San Pietroburgo

putin

MOSCA. – Il Cremlino non vuole esagerare con la fanfara ma la soddisfazione ad ogni modo trapela. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker infatti ha ammesso che intende partecipare al forum internazionale di San Pietroburgo – la Davos in salsa russa – e qui, con ogni probabilità, avrà un incontro a quattr’occhi con Vladimir Putin. La conferma da Bruxelles non c’è ancora ma a Mosca la danno come cosa fatta.

E non è un dettaglio da poco, visto che si tratterebbe della prima visita di un ‘pezzo da novanta’ delle istituzioni europee sin da quando è scattato il grande freddo fra Russia e Ue a causa della crisi ucraina.

Che l’apertura di Juncker abbia una certa rilevanza è provata non solo “dall’apprensione” espressa sulle sponde americane dell’Atlantico ma – stando a quanto rilevato dall’edizione europea di Politico – persino all’interno dello stesso staff del presidente della Commissione.

A luglio infatti si dovrà decidere sull’estensione delle sanzioni alla Russia e la presenza di Juncker a San Pietroburgo potrebbe essere vista come un assist a Putin proprio nel momento in cui il dibattito su che posizione assumere con Mosca si fa più delicato.

In soldoni: si tratterà di una visita di cortesia, da inquadrare in una semplice cornice di dialogo istituzionale, tenendo presente che a San Pietroburgo ci sarà anche il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi in veste di relatore alla sessione plenaria del forum, oppure sono i prodromi di un disgelo più sostanzioso?

Il Cremlino, dal canto suo, ha consigliato di evitare un “eccesso di ottimismo” e di non cercare “segnali di svolta ad ogni passo avanti”. Salvo poi (di fatto) confermare il bilaterale tra Putin e Juncker. Tra i temi previsti al colloquio la possibile “cooperazione tra l’Unione Europea e l’Unione Economica Euroasiatica (Eaue)”. Ovvero il blocco geopolitico tra ex repubbliche sovietiche che Putin sta costruendo a due passi dall’Europa.

E’ un tema da un lato caro al presidente russo, che potrebbe avere ricadute importanti sul lungo periodo per gli equilibri strategici del Vecchio Mondo, dall’altro sufficientemente esoterico per non destare (troppi) campanelli d’allarme nelle cancellerie dell’Est Europa.

Un trend inizia però a emergere. Al netto dell’ira russa per l’attivazione dello scudo Nato in Romania, Putin ha sfruttato la connection ortodossa con la Grecia per visitare Atene e rilanciare sulla cooperazione tra i due paesi, soprattutto dal punto di vista energetico con la riesumazione del progetto South Stream, che interessa pure all’Italia.

Nel Baltico, intanto, fervono i preparativi e il gasdotto North Stream, che avrà il suo approdo in Germania, dovrebbe senz’altro vedere la luce. Insomma, il disgelo vero e proprio probabilmente può attendere, gli affari con la a maiuscola meno.

(Mattia Bernardo Bagnoli/Ansa)

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