USA 2016: California spaccata tra Hillary e Bernie, mentre Trump vola

Democratic U.S. presidential candidate and former U.S. Secretary of State Hillary Clinton arrives with her husband, former U.S. President Bill Clinton (rear), to speak to supporters during her five state primary night rally held in Philadelphia, Pennsylvania , U.S., April 26, 2016. REUTERS/Charles Mostoller - RTX2BSX6
Democratic U.S. presidential candidate and former U.S. Secretary of State Hillary Clinton arrives with her husband, former U.S. President Bill Clinton (rear), to speak to supporters during her five state primary night rally held in Philadelphia, Pennsylvania , U.S., April 26, 2016.  REUTERS/Charles Mostoller - RTX2BSX6
Democratic U.S. presidential candidate and former U.S. Secretary of State Hillary Clinton arrives with her husband, former U.S. President Bill Clinton (rear), to speak to supporters during her five state primary night rally held in Philadelphia, Pennsylvania , U.S., April 26, 2016. REUTERS/Charles Mostoller – RTX2BSX6

NEW YORK. – Una sfida all’ultimo voto per conquistare la California. Per Hillary Clinton vincere è essenziale per motivi di immagine, visto che quasi matematicamente arriverà allo spoglio con la nomination già in tasca. Per Bernie Sanders è indispendabile per continuare a portare avanti la sua agenda e costringere la probabile candidata democratica a piegarsi ad alcune richieste.

La California si presenta spaccata: i sondaggi indicano un lieve vantaggio di Clinton, ma Sanders non molla e appare ben posizionato per infliggere quella che sarebbe una imbarazzante sconfitta per l’ex segretario di stato.

Guarda con distacco alla battaglia democratica Donald Trump, già concentrato sul voto di novembre, quello per la Casa Bianca. Difende la gestione della sua campagna e del suo staff dagli attacchi della stampa “bugiarda” puntando alla convention che lo incoronerà al voto finale. La strada non è facile: dopo aver spinto milioni di nuovi elettori a votare, per Trump la via che porta alla Casa Bianca presenta molti ostacoli.

Dal 1992 sono ben 18 gli Stati americani che hanno in modo coerente sempre appoggiato il candidato democratico, offrendogli una solida base di 242 voti elettorali (su 538) da cui partire per la scalata finale. A questo si aggiungono le difficoltà personali di Trump in alcune aree del paese, in Stati decisivi come la Florida, l’Ohio, La Pennsylvania, ma anche Virginia e North Carolina, oltre all’Arizona.

Con in tasca la nomination, il tycoon ha la possibilità di corteggiare gli elettori già in vista di novembre, e questo gli concede un vantaggio sulla probabile candidata Hillary, soprattutto considerando che si tratta di due personaggi non molti amati da molti elettori americani.

Trump lo ha fatto nelle ultime ore incontrando i motociclisti del Thunder Rolling e rivolgendosi direttamente ai veterani, categoria sulla quale in passato aveva ironizzato.

Una fascia della popolazione però importante da conquistare, come dimostra l’intenzione di Trump di rafforzare il proprio impegno finanziario, con un assegno di un milione di dollari, a un fondo per veterani.

Anche per Trump la California è una tappa importante, per testare la propensione ad appoggiarlo in novembre dello Stato più popoloso d’America.

L’ex governatore Arnold Schwarzenegger non si sbilancia: dopo aver appoggiato John Kasich, Schwarzenegger si mostra cauto e ammette di non avere ancora deciso se sosterrà Trump.

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