Ambasciatore Mignano: pensioni, il primo problema affrontato ma ancora irrisolto

Pubblicato il 31 maggio 2016 da redazione

022 - Embajador de Italia en Venezuela Silvio Mignano

CARACAS – Pensioni. E’ un problema particolarmente sentito, specialmente negli ultimi anni. La ragione la conosciamo tutti: il controllo dei cambi castiga severamente i connazionali. L’Ambasciatore Mignano, prima ancora che il tema diventasse argomento di una domanda della “Voce”, lo affronta “motu proprio” con sincerità, determinazione ed una grossa dose di umiltà.

Si nota, dallo scandire delle parole, dal tono sommesso della voce, l’imbarazzo del diplomatico che è cosciente delle sofferenze di una parte della Comunità, quella meno abbiente, ma anche delle proprie limitazioni.

La soluzione del problema, nonostante l’impegno profuso, non è nelle sue mani. Ma, giocando sull’equivoco pur conoscendo la realtà dei fatti, non mancano esponenti di nostre istituzioni che, per interesse proprio e calcoli politici precisi e di bassa lega, invece di promuovere l’unione incoraggiano la polemica, in questo caso sterile e fine a se stessa.

– E’ un tema complesso, perché è difficile vedere quanto è stato fatto – commenta l’intervistato con tono di voce grave -. Mi rendo conto che qualunque cosa si dica che sia stata fatta, anche se con la massima disponibilità, non serve a nulla di fronte alle difficoltà che deve affrontare il connazionale nella sua quotidianità. Mi costa dire “ho fatto questo” e “ho fatto quest’altro”. Posso affermare che sono arrivato a maggio del 2015, quindi 12 mesi fa. E le pensioni sono state uno dei primi problemi che ho affrontato.

Spiega che, in Italia, ha avuto incontri con il “Gruppo dell’Amicizia Parlamentare” a Palazzo Madama, con la Commissione dei Senatori e con alti funzionari dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
– Credo che in Italia ci sia ormai una conoscenza dell’argomento – spiega l’Ambasciatore Mignano.

– Con l’aiuto della Direzione degli Italiani all’Estero, che è stata molto sensibile su questo tema, abbiamo già formulato dei progetti di soluzione che riteniamo viabili e oggettivamente corretti. Purtroppo ci sono delle procedure interne, che non riguardano il ministero degli Esteri ma altre amministrazioni, sul merito delle quali entrerei poco, non per la classica discrezione diplomatica ma proprio per rispetto dei pensionati.

Il problema va risolto. Non importa chi se ne prenderà poi il merito. Si tratta ora di aspettare ancora un poco, per presentare risultati tangibili ai pensionati. Ripeto, poco importa chi poi se ne attribuirà il merito.

– Certo, è difficile spiegare ai connazionali le ragioni per le quali la pensione si calcola a un tasso di cambio che li castiga riducendoli alla fame e i servizi consolari, invece, ad un altro che ne incrementa il costo a tal punto da rappresentare due, tre o quattro salari di un operaio.

L’ambasciatore Mignano ascolta in silenzio. Quindi, ci dice:
– La risposta… la spiegazione ci sarebbe. Ma mi rendo conto che non è giusto limitarsi ad una risposta tecnica che è molto semplice: le tariffe consolari sono stabilite dal Ministero degli Esteri per tutto il mondo. Nel nostro Ministero si è coscienti del problema.

Si sa benissimo che le pensioni andrebbero pagate allo stesso tasso di cambio dei servizi consolari. Purtroppo, sull’argomento pensioni intervengono anche altre amministrazioni. Mi rendo conto che ogni minuto che passa comporta la crescita delle difficoltà dei nostri pensionati. Quindi sono io che non mi accontento…

– Comunque lei assicura che si sta lavorando.
– Si, la risposta è certamente sì.

(Mauro Bafile/Voce)

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