Calcio venezuelano: Páez e i suoi “lanceros” sognano la FVF

Richard Paez
Richard Paez
Richard Paez

CARACAS – Durante il XIX secolo José Antonio Páez partecipò con suoi lanceros in diverse battaglie insieme a Simón Bolívar per liberare il Venezuela dalla sottomissione spagnola: missione poi riuscita. Poi, tra il 1830 e 1835, Páez é stato anche presidente della nazione.

Dopo quasi 200 anni un altro Páez ha scritto pagine importanti nella storia del Venezuela, ma sui campi di calcio, il suo nome é Richard. E stato proprio lui il protagonista della metamorfosi della vinotinto ad inizio del XXI secolo. Adesso sogna di combattere la sua battaglia piú importante: sedersi sulla poltrona da presidente della Federación Venezolana de Fútbol e trasformare il calcio venezuelano dalle sue basi.

Come nasce l’idea di arrivare alla presidenza della FVF?

“La nostra idea é quella di avere un incontro con la gente del mondo del calcio: vogliamo trasmettere un messaggio di cambio strutturale dentro la Federación Venezolana de Fútbol promosso dalle basi. In questi ultimi 29 anni all’interno della Federcalcio non ci sono stati segni di progresso. Ci sono tante persone che non sopportano più la situazione che si vive nel mondo del ‘fútbol criollo’. Hanno aderito a questo progetto molti ex vinotinto, giocatori professionisti che giocano o hanno giocato nel nostro paese. Persone che conoscono la nostra realtá e che sognano un progresso nel mondo del calcio locale”.

Tutti sappiamo che il dottor Richard Páez, laureato in traumatologia, é un leader che sa motivare le persone che lo circondano. Quando si parla di calcio venezuelano, uno dei primi nomi che viene pronunciato dai tifosi é proprio quello di Richrad Páez, grazie al fatto che é riuscito a trasformare la nazionale da ‘cenerentola’ a ‘osso duro’ del Sudamerica ed ha incantato con il suo gioco gli amanti del calcio nel Venezuela.

Come sei riuscito a cambiare la mentalitá dei giocatori durante il tuo periodo da commissario tecnico della nazionale?

“Penso che il concetto che c’era prima era sbagliato. In Venezuela, si giocava a calcio, ma i giocatori quando arrivavano in nazionale non avevano la convizione giusta. Adesso c´é un’indentitá nello stile di gioco: il mio messaggio era che la squadra doveva assumere dei rischi se voleva raggiungere gli obiettivi. Questo stile di gioco ha innamorato i tifosi e ci ha aiutato a vincere”.

Richard Páez e i suoi ‘lanceros’ stanno percorrendo il paese per presentare il progetto ‘Somos Vinotintos’, percorso che lui ha battezzato come ‘Campaña admirable’ in onore ad una delle gesta svolte da Simón Bolívar. Durante il percorso hanno visitato le associazioni degli stati Barinas, Portuguesa, Cojedes, Mérida, Táchira, Trujillo, Zulia, Falcón, Lara, Yaracuy, Aragua, Carabobo, Bolívar, Monagas, Delta Amacuro. Il programma di viaggio prevede tappe nelle altre regioni del Venezuela.

Come sará la gestione di Páez?

“Stiamo svolgendo una prima tappa di presentazione del progetto ‘Somos Vinotintos’ che ci serve per raccogliere i pareri e conoscere le necessitá del calcio nelle diverse regioni del nostro paese. Durante il nostro percorso ci siamo resi conto che c’é tanto malcontento e tutti vogliono che la situazione del ‘fútbol criollo’ migliori dalle categori inferiori fino a quelle piú grandi. Se vogliamo che il nostro calcio migliori dobbiamo farlo dalla base. Se saró eletto, non saró di quelli che poltriscono in ufficio, saró sempre in giro per il paese a contatto con le persone che fanno calcio”.

Páez non é solo in questa sorta di ‘crociata’ di liberazione del calcio, lo accompagnano campioni del calibro di César Semidei, Bernardo Añor, Ruberth Morán, Memín Sánchez, Gaby Miranda, gli italo-venezuelani Roberto Cavallo, Luis Mendoza Benedetto, Franco Rizzi ed altri. Ma per poter optare alla sedia della Federación Venezolana de Fútbol ci dev’essere un cambio negli statuti del regolamento elettorale della FVF.

Cosa prevede lo statuto?

“Noi stiamo lottando per cambiarlo. Quello attuale è stato redatto per perpetuare un sistema di rielezione. Per cambiarlo ci dev’essere un’assemblea e proporre di ampliare la base votante e la candidatura degli aspitanti alla presidenza”

Com’é stata la ricezione del progetto ‘Somos Vinotintos’?

“E’ stata abbastanza positiva. Con l’attuale situazione gli iscritti alla federazione si sentono un po’ abbandonati e sono disposti a dare una svolta affinché migliori la situazione del calcio nazionale”.

Somos Vinotinto. Come nasce il nome?

“Il nostro é un movimento che rappresenta il sentimento di un paese. Quale miglior esempio della nostra nazionale che da Cenerentola nel 2001 é riuscita nell’impresa titanica di vincere quattro gare consecutive nelle qualificazioni per il mondiale Corea-Giappone 2002? Noi con il nostro progetto vogliamo unire tutti e che tutti pensino ad una sola cosa: il progresso del nostro calcio”.

(Fioravante De Simone/Voce)

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