Comunali: scontro su sbarchi, accoglienza e riconoscimento dei profughi

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ROMA. – L’altolà del capo dei vescovi italiani Nunzio Galantino alla proposta di hotspot in mare per riconoscere i migranti in arrivo in Italia agita gli ultimi giorni di campagna elettorale. Se i candidati sindaci maneggiano con cura la polemica che investe la Cei, il ministro dell’Interno Angelino Alfano chiarisce che l’Italia pur essendo “campione di umanità” non può “accogliere tutti”.

La presa di posizione dei vescovi aizza Matteo Salvini, nel quartiere multietnico torinese di Porta Palazzo: “Chi parla così è complice degli scafisti e nemico degli italiani e dei rifugiati veri”.

A tre giorni dall’election day per la conquista delle principali città italiane, tra scontri tv e comizi nelle piazze e nei teatri, candidati e sponsor politici provano a convincere indecisi e delusi che, anche questa volta, potrebbero spostare con il loro voto gli esiti elettorali.

Matteo Renzi, dopo aver sostenuto Piero Fassino e Giuseppe Sala, prova a tirare la volata per il probabile ballottaggio a Roberto Giachetti, che ha ottenuto, in un’iniziativa alla periferia di Roma, anche il supporto di Pier Luigi Bersani.

Il leader dem, che fino alla scorsa settimana si è tenuto defilato dalla battaglia per le comunali, ha deciso di andare venerdì anche a Napoli ad aiutare insieme al governatore Vincenzo De Luca la candidata Pd Valeria Valente.

Gli sbarchi, il riconoscimento e l’accoglienza dei profughi è uno dei temi che attraversa la campagna elettorale. E, pur essendo un tema nazionale, peserà anche sulle scelte dei cittadini chiamati ad eleggere il proprio sindaco.

Alfano dice di “rispettare le parole di monsignor Galantino che fa il vescovo” ma lui, da “ministro dell’Interno”, ha “il dovere di far rispettare le leggi”. Rispetto che anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella chiede ai prefetti nel messaggio per la Festa della Repubblica che hanno “un ruolo essenziale per coordinare le attività di primo soccorso e di assistenza”.

Se Salvini affonda contro il governo sui migranti, gli aspiranti sindaco si concentrano su scaramucce e temi locali. Mentre Silvio Berlusconi esclude che la leadership del centrodestra sia legata all’esito delle regionali: “Sarà decisa al momento opportuno e abbiamo del tempo”.

Dopo il confronto Sky, Virginia Raggi nega di essere stata invitata alla calma da Beppe Grillo prima del match tv ma denuncia che M5S è “ormai sotto il fuoco incrociato” degli avversari. I grillini si preparano alla chiusura, venerdì, a piazza del Popolo senza Beppe Grillo perchè, come spiega Roberto Fico, tiene fede al suo “passo di lato”.

A Napoli Luigi De Magistris definisce “logico”, dopo lo scambio di accuse su Bagnoli, che Renzi vada a chiudere a Napoli. “Noi – ostenta tranquillità il sindaco di Napoli – siamo stati tra la gente e abbiamo avvertito tanta voglia, non ci siamo fatti trascinare nella morsa della comunità del rancore”.

Niente colpi bassi, invece, a Milano, dove la campagna continua sulla linea del rispetto dei candidati. ”Calcio di rigore? Se Renzi ha cercato di responsabilizzarmi, lo sono già molto”, assicura, al forum Ansa, Giuseppe Sala.

Gli ultimi colpi di campagna elettorale si incrociano con la festa per i 70 della Repubblica. Nessun candidato, impegnato nei comizi, si fa vedere alla cerimonia nei giardini del Quirinale. E, in un messaggio agli italiani, si fa vivo il principe Vittorio Emanuele che ridimensiona l’esito del referendum tra monarchia e Repubblica: si svolse “con un corpo elettorale non completo, poiché non si votò in alcuni territori italiani” e “non poterono partecipare molti italiani in prigionia all’estero”.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)