Alì: Minà, lascia un ricordo eccezionale

(ANSA) – ROMA, 4 GIU – “Ali si è sempre speso per gli altri, anche quando combatteva già contro il Parkinson. Nel 1990 andò di persona da Saddam a Bagdad per chiedere la liberazione di alcuni ostaggi americani, e la ottenne. Dopo l’11 settembre, accolse l’invito di Bush a mostrare la faccia ‘buona’ dell’Islam negli Usa, prestando il volto per spot tv dedicati al dialogo con gli arabi-americani e visitando molte moschee e comunità”. Gianni Minà racconta all’ANSA l”altro’ Muhammad Ali, l’uomo “che si offriva sempre quando serviva. Era un impegno che aveva preso dopo aver abbracciato l’Islam. Ali mi disse che Bush dopo l’attentato delle Torri Gemelle lo chiamò: ‘So che sei democratico ma ti devo chiedere qualcosa per il bene del Paese. Parla in sei o sette città e predica la pacificazione’. A sorpresa lui accettò, facendo un giro negli Stati Uniti. Se andava in una moschea si sforzava di parlare, altrimenti scriveva qualcosa. Fece questa cosa e fu apprezzato moltissimo. Quest’uomo lascia un ricordo eccezionale”.

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