Inter: Moratti, non avrò incarico ma darò consigli

Pubblicato il 06 giugno 2016 da redazione

moratti

MILANO. – Non vuole nessuna carica ma interpretare il ruolo di ‘grande vecchio’, di ‘padre nobile’ della sua Inter. Massimo Moratti ufficialmente esce di scena ma è pronto a dispensare consigli e suggerimenti ai nuovi proprietari del Suning che di calcio italiano probabilmente ne masticano ben poco. Dopotutto il suo non è un addio definitivo “perché – dice – con il cuore non si lascia mai”.

L’ex presidente cede il suo pacchetto di minoranza (il 29.5 percento) a Thohir, esercitando la clausola contrattuale del ‘put’ in anticipo rispetto alla dead line di novembre. “Il rapporto l’ho avuto sempre con Thohir. Il mio 30% – spiega – è passato a lui. Poi lo stesso Thohir ha trovato l’accordo con il Suning”.

Mentre dalla Cina rimbalzano le immagini del brindisi tra Thohir e Zhang a sugello del cambio di proprietà, Moratti si concede ai cronisti. “Sarò amico del Suning – spiega – ma non farò il consigliere. Non c’è bisogno di una carica. Ho letto anche dell’ipotesi di fare il consulente, ruolo che non so neanche cosa significhi. Non avrò altri tipi di legami se non dare i miei suggerimenti come accaduto in passato”.

E il primo arriva subito: il Suning deve affidarsi a dirigenti italiani, possibilmente interisti, “persone che conoscono il territorio, abituati a navigare in questo mare”. Moratti sponsorizza la candidatura di Zanetti ma anche quella di banchieri ed altri ex calciatori.

Nel nuovo direttivo nerazzurro non dovrebbe esserci il Ceo Bolingbroke, l’uomo di fiducia di Thohir. E’ presto per dire chi sarà il sostituto, si parla di Leonardo e di Roberto Zanzi. Moratti indica la strada da percorrere. Il Suning non deve commettere gli stessi errori di Thohir che “ha preso in mano una situazione molto difficile e ha cercato di fare tutto ciò che poteva”.

“Devo riconoscere – dice l’ex presidente – che quando ha visto crescere le difficoltà ha avuto la prontezza e la capacità di trovare un gruppo serio al quale passare il timone”. “Zhang Jindong – racconta Moratti – è un uomo molto gentile e di grande concretezza. La sua vita lo dimostra. L’impressione è stata ottima. Ho fatto loro gli auguri necessari per il successo dell’Inter che certamente con la loro buona volontà potrà arrivare.

Come tutti i tifosi, mi aspetto che ci sia un rilancio. Con il cambio di proprietà, le clausole del Financial Fair Play potranno essere oggetto di trattativa con l’Uefa e questo dovrebbe dare maggiore libertà. Penso che i tifosi possano sognare”.

Almeno per questa sessione è difficile ipotizzare dispendiose operazioni di mercato. Non c’è il tempo materiale per ridiscutere il piano di rientro. Cosa che si farà in futuro e potrebbe essere l’elemento che può convincere Mancini a restare. “Sono certo che rimarrà, se lo merita”, assicura Moratti.

(di Francesca Cozzi/ANSA)

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