Oltre 10mila migranti morti nel Mediterraneo dal 2014

Lampedusa. EPA/ONG SOS MEDITERRANEE
A handout photgraph made available by the Ong Sos Méditerranée showing migrants on a snking inflatable boat before being rescued by  the Aquarius ship of the humanitarian group SOS Mediterranee, and taken to  Lampesusa, Italy, 18 April 2016. EPA/ONG SOS MEDITERRANEE
A handout photgraph made available by the Ong Sos Méditerranée showing migrants on a snking inflatable boat before being rescued by the Aquarius ship of the humanitarian group SOS Mediterranee, and taken to Lampesusa, Italy, 18 April 2016. EPA/ONG SOS MEDITERRANEE

GINEVRA. – Sono oltre 10.000 i migranti e i rifugiati morti nel Mediterraneo dall’inizio del 2014 mentre tentavano di raggiungere l’Europa: la soglia dei 10mila è stata superata negli ultimi giorni ed è estremamente inquietante, ha deplorato l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) rendendo noto il bilancio.

Il 2016 si sta rivelando un anno particolarmente tragico: dall’inizio dell’anno, oltre 2.800 persone sono morte, contro le 3.771 in tutto l’anno scorso, ha detto il portavoce dell’Unhcr Adrian Edwards ed anche l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) si è detta preoccupata per il numero di morti: i decessi nel Mediterraneo nel 2016 sono quasi mille in più rispetto al totale dei primi sei mesi dello scorso anno (1.838) anche se mancano ancora tre settimane a fine giugno, ha sottolineato l’Oim.

Nel 2016, 376 persone sono morte mentre cercavano di raggiungere la Grecia, 2.427 mentre tentavano di approdare in Italia. L’ultimo grave naufragio risale a venerdì scorso al largo di Creta nel quale si teme abbiano perso la vita 320 persone.

L’Oim stima che dall’inizio del 2016 al 5 giugno scorso, un totale di 206.400 migranti e rifugiati sono giunti in Europa via mare, di cui 156.782 in Grecia e 48.527 in Italia. A fine maggio, l’Unhcr ha stimato una probabilità di morte in mare durante la traversata del Mediterraneo pari a uno ogni 81 persone nel 2016, ma in particolare per la rotta dal Nord Africa all’Italia, ritenuta più pericolosa, il tasso probabile di mortalità è considerato più alto: 1 su 23.

L’Unhcr ha ribadito quindi l’importanza delle operazioni di soccorso ed il bisogno di “alternative reali e sicure per le persone che hanno bisogno di protezione internazionale”.

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