Immigrato accoltella un carabiniere, il militare spara e lo uccide

La tendopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria), dove un extracomunitario ha accoltellato un carabiniere che ha reagito sparandogli con la pistola di ordinanza ed uccidendolo, 8 giugno 2016. ANSA/ MARCO COSTANTINO
La tendopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria), dove un extracomunitario ha accoltellato un carabiniere che ha reagito sparandogli con la pistola di ordinanza ed uccidendolo, 8 giugno 2016. ANSA/ MARCO COSTANTINO
La tendopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria), dove un extracomunitario ha accoltellato un carabiniere che ha reagito sparandogli con la pistola di ordinanza ed uccidendolo, 8 giugno 2016. ANSA/ MARCO COSTANTINO

SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA). – Ha colpito un carabiniere con una coltellata al volto. Poi, nonostante i tentativi di riportarlo alla calma, ha aggredito nuovamente lo stesso militare che è stato costretto ad estrarre la pistola d’ordinanza ed a sparare un colpo di pistola che lo ha ucciso.

Teatro della tragedia costata la vita ad un cittadino del Mali di 27 anni, Sekine Traore, la tendopoli di San Ferdinando che nel periodo della raccolta delle arance arriva ad ospitare più di un migliaio di extracomunitari in cerca di lavoro ed adesso circa 500.

Sulla dinamica del fatto, il procuratore di Palmi Ottavio Sferlazza, intervenuto sul posto, non ha dubbi: si delinea la legittima difesa da parte del militare che comunque, a sua tutela in vista dell’effettuazione dell’autopsia, sarà iscritto nel registro degli indagati. Il militare è stato medicato con cinque punti di sutura, mentre due suoi colleghi e due poliziotti hanno avuto solo lievi contusioni.

Tutto è cominciato di prima mattina all’interno di una tenda. Traore, secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori dopo avere sentito gli immigrati presenti al fatto, ha aggredito due ospiti della struttura, ferendone uno ad un braccio con un coltello da cucina, per una lite banale o, più probabilmente, in un tentativo di rapina.

Sono stati gli altri immigrati, spaventati, a chiamare i carabinieri. Quando i primi due militari sono giunti sul posto hanno trovato Traore in evidente stato di alterazione psicofisica. Hanno cercato di parlare con lui, di calmarlo, ma il giovane, per tutta risposta, ha menato fendenti alle pareti della tenda.

Poi, quando sono giunte altre due pattuglie, una dell’Arma ed una della Polizia, ha cominciato a lanciare sassi contro militari ed agenti. Improvvisamente la tragedia. Traore si è scagliato contro un militare ferendolo al volto, all’altezza dell’occhio destro.

L’uomo è stato momentaneamente allontanato dagli altri militari e dagli agenti, ma poi è tornato ad aggredire il carabiniere cercando di colpirlo un’altra volta. Il militare, a quel punto, ha estratto l’arma ed ha fatto fuoco colpendo Traore all’addome.

L’uomo è stato subito soccorso e trasportato nell’ospedale di Polistena dove, però, è morto dopo alcune ore.

Solidarietà al carabiniere è stata espressa da vari esponenti politici, da Matteo Salvini a Ignazio La Russa a Giorgia Meloni, mentre il sindaco di Rosarno – che dista pochi chilometri da San Ferdinando – Giuseppe Idà, ha chiesto l’intervento del premier Renzi e del ministro Alfano: “il problema è nazionale e noi, da soli, non ce la facciamo”.

(di Alessandro Sgherri/ANSA)

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