Julio Borges aggredito dai “colectivos” di fronte al Cne in Caracas

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CARACAS – Spinti alla “bocca del leone” dalle Forze dell’Ordine. Lo ha denunciato Julio Borges, esponente di spicco del Tavolo dell’Unità Democratica nel Parlamento venezuelano, aggredito insieme ad altri deputati dai “colectivos” – bande violente di motociclisti paragonabili alle “squadracce fasciste” – davanti alla sede del Consiglio Nazionale Elettorale.

Borges, con il volto insanguinato, ha raccontato ai giornalisti che, arrivato al Cne per chiedere all’organismo di dichiarare valide le firme consegnate per convocare un referendum contro il presidente Maduro e iniziare definitvamente con il cronogramma che dovrebbe concludersi con il voto popolare prima della fine dell’anno, la polizia gli ha impedito l’accesso al palazzo.

– Ci siamo ritrovati in mezzo alla strada – ha detto il deputato -. Siamo stati aggrediti con pietre e tubi di metallo dai “colectivos” e la polizia non è intervenuta.

Il Segretario del Tavolo dell’Unità, Jesus Torreabla, ha detto che il Cne ha dichiarato valide 1,3 milioni di firme consegnate quasi un mese fa per il referendum, sei volte di più del numero richiesto dalla Costituzione.

Sempre ieri, sono state represse con violenza la manifestazione di studenti, che esigono al Cne celerità nella realizzazione del cronogramma per il Referendum Revocativo, e le proteste contro la mancanza di generi alimentari nei quartieri popolari di Petare e Palo Verde.

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