Obama riapre il fronte dell’Afghanistan, via libera ai raid

Pubblicato il 10 giugno 2016 da redazione

KUNDUZ, Sept. 28, 2015 (Xinhua) -- Afghan security personnel stand guard out of the Kunduz city, Afghanistan, Sept. 28, 2015. (Xinhua/Najim Rahim)

KUNDUZ, Sept. 28, 2015 (Xinhua) — Afghan security personnel stand guard out of the Kunduz city, Afghanistan, Sept. 28, 2015. (Xinhua/Najim Rahim)

NEW YORK. – Si riapre il fronte Afghanistan per Barack Obama. Il presidente americano, dopo mesi di dibattito e di pressioni dei vertici militari sulla Casa Bianca, ha approvato un cambio di regole di ingaggio per le forze Usa nel Paese. Dicendo sì anche alla possibilità di raid aerei con l’obiettivo di sostenere le truppe afghane e fermare l’avanzata dei talebani.

Il Pentagono e i servizi di intelligence da tempo mettono in guardia il presidente sulla campagna militare che i fondamentalisti islamici stavano preparando per l’estate, con l’obiettivo di riconquistare larghe fette del territorio afghano.

Ma finora Obama si era mostrato perplesso. Una prudenza dettata non solo dal timore di dover riaprire un capitolo che sembrava oramai chiuso, ma anche – malignano alcuni osservatori – per non inviare un segnale di debolezza all’opinione pubblica nel pieno della campagna elettorale per le presidenziali americane, a svantaggio di Hillary Clinton.

Il Commander in Chief, però, ha dovuto rompere gli indugi di fronte alle notizie di un’offensiva di fatto già in atto e che rischia di non poter più essere contenuta. Anche perché i vertici militari statunitensi non smettono di sottolineare ad ogni occasione la debolezza delle forze afghane, non in grado di reggere l’onda d’urto dei talebani.

Per questo, grazie all’autorizzazione arrivata dalla Casa Bianca, le forze Usa nel Paese caucasico avranno ora più margini di manovra. A cominciare da un maggiore affiancamento delle forze locali nelle operazioni.

Anche se i 9.800 soldati americani ancora in Afghanistan non saranno coinvolti in combattimenti diretti al fronte. Sarà possibile però, in limitate circostanze, partecipare ad azioni sul terreno contro i talebani con l’unico obiettivo di proteggere le forze afghane.

Ma soprattutto sarà possibile decidere di bombardare le postazioni talebane per spianare la strada alle forze afghane: una novità, visto che finora i raid erano consentiti solo per proteggere le forze Usa da minacce immediate o per perseguire i restanti militanti di al Qaida.

Resta da chiarire se alla luce della nuova decisione di Obama il piano di ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan subirà dei ritardi. Finora le previsioni sono quelle di tagliare la presenza a 5.500 militari nel 2017. Ma sono in molti a credere che ci sarà un rallentamento.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)

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