Renzi mobilita il Pd, ma la minoranza si smarca

Pubblicato il 14 giugno 2016 da redazione

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ospite alla Repubblica delle Idee all'Auditorium Parco della Musica a Roma, 11 giugno 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ospite alla Repubblica delle Idee all’Auditorium Parco della Musica a Roma, 11 giugno 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

ROMA. – “Con orgoglio, senza timidezza”. In piazza, a rivendicare il taglio delle tasse. E’ la ‘chiamata alle armi’ di Matteo Renzi al Pd. Giovedì, a tre giorni dal voto per i ballottaggi nelle principali città d’Italia, parlamentari e amministratori Dem sono mobilitati per ricordare ai cittadini che questo 16 giugno – giovedì, appunto – “sedici milioni di italiani non pagheranno la Tasi sulla prima casa, come pure Imu e Irap agricola, l’Imu imbullonati e la componente lavoro dell’Irap”.

Oltre un milione di volantini saranno distribuiti in tutta Italia. Anche nel tentativo, spiegano i vertici Dem, di “riportare i nostri a votare” e provare a vincere quanti più ballottaggi possibile nella difficile sfida di domenica.

Ma la minoranza del partito accoglie l’iniziativa con freddezza e fa sapere che giovedì farà campagna elettorale, non banchetti. Renzi lancia la ‘chiamata’ alla “grande giornata di mobilitazione” con un passaggio nella sua newsletter. Ma giovedì probabilmente non sarà ai banchetti.

In questo ultimo scorcio di campagna elettorale dovrebbe confermare un profilo defilato, lasciando la scena ai candidati sindaci. E, prima di volare giovedì e venerdì al Business Forum di San Pietroburgo, ‘parlerà’ agli elettori con l’azione del governo, a partire dal Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio.

Un Cdm “interessante”, annuncia. All’ordine del giorno, i decreti attuativi della riforma della P.a., che contengono tra l’altro le norme contro i ‘furbetti del cartellino’. Non saranno, invece, sul tavolo del Cdm – anche se sono girate indiscrezioni fino all’ultimo al riguardo – né il decreto per sanare le sanzioni alle città metropolitane e alle vecchie province che hanno sforato il patto di stabilità interno, né il decreto sicurezza per il contrasto alla criminalità nelle città, che sarebbe però già pronto.

Ma è su quanto fatto finora che Renzi chiede al suo partito di mettere l’accento giovedì. Per “rivendicare” che “cambiare si può”, a dispetto di chi “dice sempre di no, mette veti su tutto e condanna il Paese alla palude”.

Perché finora il Pd è stato “in ritardo rispetto alla narrazione delle opposizioni che descrivono l’Italia come un Paese pieno di problemi e privo di speranze”, sottolineano i vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani e i capigruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda in una lettera ai parlamentari Dem.

Dal Nazareno sono in via di distribuzione alle sezioni locali di tutta Italia oltre un milione e duecentomila volantini con l’elenco delle tasse tagliate dal governo. E ad ogni segretario provinciale è stato inviato un prospetto del risparmio che le misure hanno portato in ciascuna provincia.

Anche da qui, è la convinzione dei vertici Pd, passano le possibilità di raccogliere il maggior numero di consensi nei ballottaggi di domenica, anche se tutti sono consapevoli che la partita è in salita e i segnali dalle grandi città al voto sono incerti.

“Il ballottaggio – scrivono vicesegretari e capigruppo – si gioca sulla capacità di riportare le persone a votare. Se riportiamo i nostri a votare, con i consensi della volta scorsa vinciamo nel 90% dei casi”.

Ma la minoranza del partito è molto fredda sulla scelta dei “banchetti no-Imu”. Non tutti gli elettori, spiega più di un deputato della sinistra Dem, sono d’accordo con quanto fatto dal governo: così si rischia di non aiutare i candidati sindaco Pd.

Pur non volendo fare polemica, Roberto Speranza la mette così: “Per me la priorità assoluta sono i ballottaggi, giovedì ho già fissato alcuni impegni di campagna elettorale, tra cui una iniziativa pubblica alle 19 a Castellammare di Stabia”.

“Bene. A Castellammare di Stabia – replica Lorenzo Guerini – potrà ricordare quanto il governo ha fatto sul fronte del fisco per l’abbassamento delle tasse. E’ un argomento da campagna elettorale”.

(di Serenella Mattera/ANSA)

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