Nessuna traccia del bimbo tirato in acqua da un alligatore in Florida

alligatore

ROMA. – La famiglia composta da cinque persone originarie del Nebraska, si stava rilassando sulla spiaggia quando un alligatore, uscito improvvisamente dall’acqua, ha preso il più piccolo. Il papà ha tentato di strappare il bambino dalle fauci dell’animale, ma non c’è riuscito. Le ricerche sono ancora in corso.

“L’alligatore sembra abbia agito secondo la sua natura. Si tratta di un predatore, ha visto una preda che si muoveva e probabilmente si è mosso per cercare di acchiapparla. Va sottolineato che è un rettile e dal punto di vista del comportamento i rettili sono forse più stereotipati di altri animali”.

Questo il commento di Stefano Turillazzi, presidente della Società italiana di etologia ed etologo di Firenze, sulla vicenda dell’alligatore che ha trascinato in acqua un bimbo di due anni nei pressi del Grand Floridian Resort di Disney, a Orlando, in Florida.

“Se si sono tenuti animali in cattività in vicinanza di un resort senza avvisi o protezioni c’è stato evidentemente uno sbaglio. Ma bisognerebbe chiederlo a chi ha messo in piedi questo business – ha aggiunto l’esperto. Infatti, se in cattività, “l’animale è sempre più stressato oltre ad avere comportamenti più stereotipati, a meno che non sia in condizioni di ritrovare un ambiente più consono al suo naturale.

“In generale – conclude Turillazzi – va tenuto presente di avere sempre un atteggiamento prudente nei confronti di animali che non si conoscono: fare movimenti limitati, cercare di non spaventarli o infastidirli.

Spesso tentano di difendere le proprie risorse, il proprio territorio o i piccoli, oppure, nel caso di predatori, l’uomo stesso può rappresentare una preda. Quindi se si entra nella loro sfera di azione occorre prestare molta prudenza”.

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