Renzi al business forum di San Pietroburgo, spinta all’export italiano

Pubblicato il 15 giugno 2016 da redazione

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi in Russia per il forum economico di giugno a San Pietroburgo.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi in Russia per il forum economico di giugno a San Pietroburgo.

ROMA.- Gli avversari la vedono come una mossa per non mettere la faccia su ballottaggi tutt’altro che semplici per il Pd. Ma per Matteo Renzi, che aveva già deciso di non fare campagna elettorale per il secondo turno, la due giorni nella Davos russa, al business forum di San Pietroburgo, e l’incontro con Vladimir Putin sono tutt’altro che un ripiego alla politica italiana.

Dalla visita al Cremlino, il premier lavora per fare da cerniera tra la Russia e l’Ue, per “riportarla on board”, spiega, sia nella lotta al terrorismo sia per superare l’isolamento russo che, con le sanzioni, ha gravi ricadute economiche sull’export italiano.

Accompagnato dal ministro Carlo Calenda, dall’ad di Cdp Fabio Gallia e dai vertici di Finmeccanica, Eni e Intesa San Paolo, il premier, unico leader europeo al forum insieme al presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker, punta a promuovere al massimo l’Italia, che quest’anno è ospite d’onore dell’evento economico di San Pietroburgo con la presenza delle principali aziende italiane.

Nonostante l’impatto avverso del prezzo del petrolio e delle sanzioni, il nostro paese resta il secondo partner commerciale della Russia in Europa, dopo la Germania. Secondo Sace, nel 2015 l’interscambio tra Italia e Russia è stato pari a circa 21 miliardi, di cui circa 7 miliardi di esportazioni italiane in Russia e circa 14 miliardi di beni russi importati in Italia.

Ma le sanzioni economiche con la Russia pesano eccome: nell’ultimo biennio l’export made in Italy ha subito un calo del 30% anche se in base alle previsioni del Rapporto Export di Sace, il trend negativo si attenuerà nei prossimi anni con un cambio di segno nel 2017 e nel 2018.

Per questo, pur tenendo fermi i paletti dell’accordo di Minsk e l’alleanza primaria con l’Ue e con gli Usa, Renzi rivendica di “aver lavorato da sempre nella direzione di ricostruire pazientemente occasioni di confronto con Mosca, alimentando il dialogo e non lo scontro come altri nostri partner europei invece vorrebbero fare”.

Il cuore della missione sarà venerdì: mentre in Italia impazzeranno gli ultimi fuochi di campagna elettorale il premier, dopo l’intervento alla plenaria del Forum, incontrerà il presidente russo. Dopo, le due delegazioni di imprese firmeranno 8 accordi, soprattutto nel settore dell’energia, come l’intesa tra le società russe Rosneft e Novatek e Eni e Saipem per progetti riguardanti il gas naturale liquefatto in Russia.

“Spero e penso che ci sarà un avvicinamento sull’agroalimentare”, ha sostenuto il premier italiano nei giorni scorsi e la presenza di numerose aziende del settore, come Barilla, a San Pietroburgo conferma il primato italiano nel settore.

“Renzi e Putin hanno relazioni confidenziali e amichevoli e discutono in modo aperto le più complesse questioni”, ci tengono a sottolineare dal Cremlino alla vigilia del bilaterale. Incontro che non mancherà di affrontare nodi internazionali come la Siria, la Libia, per la cui stabilizzazione Renzi ritiene cruciale un ruolo di Mosca, e la lotta all’Isis a pochi giorni dall’attentato di Orlando e dal duplice omicidio di Parigi.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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