Borse di nuovo in calo, riparte la corsa ai beni di rifugio

FRANKFURT/MAIN, GERMANY: Stock traders go about their business on the floor of the Frankfurt stock exchange 21 February 2007. AFP PHOTO DDP/THOMAS LOHNES GERMANY OUT LOHNES/AFP/Getty Images)
FRANKFURT/MAIN, GERMANY: Stock traders go about their business on the floor of the Frankfurt stock exchange 21 February 2007. AFP PHOTO DDP/THOMAS LOHNES    GERMANY OUT LOHNES/AFP/Getty Images)
FRANKFURT/MAIN, GERMANY: Stock traders go about their business on the floor of the Frankfurt stock exchange 21 February 2007. AFP PHOTO DDP/THOMAS LOHNES GERMANY OUT LOHNES/AFP/Getty Images)

ROMA. – Le Borse europee archiviano una giornata di nuovo in rosso e Milano è la peggiore: Piazza Affari ha accumulato ribassi superiori al 2% per poi limare le perdite nel finale e chiudere a -1%, bersagliata da vendite a raffica sulle banche con stop per eccesso di ribasso per Banco Popolare, Unicredit e Ubi. Deboli Francoforte (-0,6%), Parigi (-0,45%) e Londra (-0,27%).

La suspense sul referendum in Gran Bretagna del 23 giugno tiene sotto scacco i mercati, con gli investitori in fuga dal rischio che tentano di riposizionarsi andando a caccia di beni rifugio. Segno di quanto stia montando la paura per il buco nero delle conseguenze di una Brexit e prospettiva di ritrovarsi a navigare in acque inesplorate.

Con il risk off è ripartita la corsa all’oro, porto sicuro per eccellenza in tempi di forte incertezza che risale ai massimi dal 2014, ma anche ai titoli di Stato considerati più affidabili. In primis Bund tedeschi e titoli svizzeri che vedono i tassi piombare a minimi record, mentre lo spread tra Btp e Bund riaggancia i massimi da quasi un anno.

Nell’attesa, le maggiori banche centrali congelano tassi e strategie monetarie e si tengono pronte a interventi d’emergenza per affrontare lo shock. Anche la Bce di Mario Draghi ha ribadito ancora il rischio per la crescita dell’Eurozona e per il Fmi una Brexit, contribuirebbe ad aumentare l’euroscetticismo e l’incertezza.

E’ scattata così la corsa all’oro con le quotazioni che hanno superato i 1.300 dollari all’oncia aggiornando i massimi da agosto 2014, mentre c’è stata una nuova ondata di crolli dei tassi dei titoli di Stato più sicuri.

In frenata l’euro scivolato da quasi 1,13 dollari fino a 1,1140, mentre lo yen ha preso il volo toccando i massimi da agosto 2014.