A San Pietroburgo prove di disgelo tra Russia e Ue

Pubblicato il 16 giugno 2016 da redazione

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SAN PIETROBURGO. – Guardare al futuro, con orgoglio e senza preoccuparsi troppo per quel presente fatto di sanzioni e crisi economica. Lo spirito del 20esimo forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief) sta tutto qui. Una prova di forza, da parte della Russia, che punta sull’originale format del forum – incontri tra grande politica e grande impresa – per rilanciare la cooperazione internazionale.

E se tutta l’attenzione è concentrata sull’intervento dello ‘zar’ Vladimir Putin, Mosca incassa nella prima giornata di lavori l’apertura – con la condizionale – del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker: “Sono qui – ha detto – per costruire ponti”.

E lo ha ribadito anche il premier Matteo Renzi, che interverrà domani. “La Russia deve rispettare gli accordi di Minsk e la sovranità dell’Ucraina ma è sbagliata filosofia del tutti contro tutti, da ‘guerra fredda bis’. La Russia può e deve essere alleato della comunità internazionale nella lotta al terrorismo”, ha detto il premier a Tg2.

Juncker è intervenuto al fianco del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon al primo appuntamento decisivo dello Spief – “c’è chi non è felice per la mia presenza qui ma io lo sono” – per ribadire che Ue e Russia “devono dialogare” nonostante il regime sanzionatorio.

“Nelle prossime settimane – a luglio bisogna decidere sul rinnovo delle sanzioni, ndr – l’Ue terrà importanti meeting, passeremo ore a parlare della Russia&hellip ecco, io credo che si debba anche parlare con la Russia”.

Un passaggio molto applaudito dalla platea. Juncker, infatti, ha poi incontrato Putin in un bilaterale in cui, secondo i russi, si è parlato del “futuro delle relazioni fra Ue e Mosca” ma non di “sanzioni” (per quanto Juncker abbia invece annunciato il contrario). Fin qui i ponti. Poi i puntini (sulle ‘i’).

“Le azioni della Russia in Ucraina – ha ammonito Juncker – hanno scosso le fondamenta della sicurezza in Europa: sono azioni che non possono essere ignorate. Il nostro percorso di dialogo inizia con la totale implementazione degli accordi di Minsk: su Minsk l’Ue è unita e così è il G7. Un’Ucraina stabile e democratica è nell’interessa della Russia e della sua economia”.

Fissati i paletti dell’operazione “ricucitura” – l’Europa d’altra parte ha dovuto fare i conti con una serie di crisi, l’ultima delle quali si chiama Brexit, e non ne ha bisogno di altre, tanto meno, appunto, quella dell’uscita della Gran Bretagna dal club dei 28, che per quanto da evitare “non metterebbe a rischio la vita dell’Ue” – al forum si sono registrati altri ‘posizionamenti’ favorevoli al disgelo sulla rotta Mosca-Bruxelles.

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy ha definito l’idea d’integrare l’Ucraina nella Nato “un errore” e ha promesso che presto farà “proposte al riguardo”. Sarkozy ha poi sottolineato che Europa e Russia devono lavorare insieme, “mano nella mano”, e una nuova guerra fredda “non è nell’interesse dell’Europa”.

Il punto è che tra gli operatori economici si respira ormai la volontà di tornare al ‘business as usual’ e di cogliere tutte le opportunità che la nuova politica industriale del governo ha varato. Un fedelissimo di Putin come l’ex ministro delle Finanze Alexei Kudrin – ora consulente del presidente sulla riforme economiche – ha per esempio detto che la Russia deve smettere di usare l’energia come una “leva politica” e concentrarsi sulle misure per dare fiato “alla classe medio-bassa”, la più colpita dalla crisi.

Messaggi incoraggianti. L’aspetto economico non è secondario. La Russia si aspetta di firmare in questi giorni intese per un controvalore pari a “miliardi di euro” e l’Italia è in prima fila, unico paese ad avere allo Spief un padiglione proprio.

La Gazprom e la Shell hanno ad esempio firmato un memorandum of understanding per progetti di gas liquefatto nel Baltico. Domani tocca all’Italia con l’intervento di Renzi alla plenaria del forum e a seguire la firma di diverse intese italo-russe. In attesa del disgelo definitivo, il dialogo passa anche e soprattutto dagli affari.

(dell’inviato Mattia Bernardo Bagnoli/ANSA)

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