Nautica: il design futuro? Lo yacht come scelta di vita

Yacht

MILANO. – Il futuro della nautica è chiaro: l’Italia – leader nel mondo in termini di produzione e design – può restare all’avanguardia nel mondo se saprà fornire al mercato yacht fatti “su misura” per coloro che vogliono fare del mare una scelta di vita.

Non solo high luxury, dunque, ma anche un target potenziale di clienti che vogliono accedere allo yacht per farne la loro casa, al posto dello chalet in montagna. E’ questa la nuova frontiera su cui produttori e designer sono chiamati a confrontarsi, forti della consapevolezza che il design italiano continua ad essere considerato l’eccellenza a livello globale.

E’ il messaggio emerso dalla prima Italian Yacht Design conference, organizzata al Politecnico di Milano da As.Pro.Na.Di, l’Associazione Progettisti Nautica da Diporto.

In una fase in cui la nautica italiana è divisa sull’impostazione da dare all’intero settore, designer, ingegneri ed esperti del settore si sono confrontati su strategie produttive, estetiche e di marketing. per giungere ad una conclusione condivisa: il futuro della nautica non è solo possibile, ma è anche a portata di mano a patto che l’industria sappia fornire al mercato imbarcazioni sempre più “su misura” del cliente.

Che non è necessariamente il magnate arabo, anzi: il mercato della nautica è potenzialmente sempre più allargato, si tratta di interpretare la domanda in termini corretti, e giocare d’anticipo. “L’Italia ha un vantaggio rispetto al resto del mondo – ha detto il progettista e presidente di As.Pro.Na.Di, Giovanni Ceccarelli -: è in grado di produrre manufatti unici per quanto riguarda stile e funzionalità. E’ il vero valore aggiunto del made in Italy. Il futuro del design è per i clienti che vedono il mare non più come status symbol ma come scelta di vita”.

Questo può valere tanto nel settore grandi yacht (nel quale l’Italia è leader nel mondo con marchi come Ferretti o Azimut), quanto nel settore delle imbarcazioni da diporto. “Il design non è forma, ma è consistenza nell’uso dell’innovazione – ha sottolineato l’americano Chris Bangle, per 17 anni designer di auto per BMW e ora impegnato anche nella nautica -. Non c’è limite alla fantasia, si tratta solo di trovare il giusto equilibrio tra innovazione, uso dei materiali ed esigenze del cliente”.

E’ su questa linea che la nautica mondiale – e quella italiana in testa – è pronta a entrare in una nuova fase: quella degli yacht disegnati e realizzati in funzione del cliente. Che – nel mercato globale – non è più necessariamente lo sceicco arabo o il magnate americano o russo, ma può essere anche il diportista appassionato. Negli Anni ’70 si comprava lo chalet in montagna. Oggi punta allo yacht.

(di Luciano Clerico/ANSA)

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