Il Vaticano all’Islam, insieme contro i conflitti e le violenze

Grand Imam: “Al-Azhar e Vaticano da oggi insieme per salvare l'uomo da guerre distruttive”
Grand Imam: “Al-Azhar e Vaticano da oggi insieme per salvare l'uomo da guerre distruttive”
Grand Imam: “Al-Azhar e Vaticano da oggi insieme per salvare l’uomo da guerre distruttive”

CITTA’ DEL VATICANO. – Il Vaticano tende la mano all’Islam affinché non ci si volti dall’altra parte di fronte ai conflitti e alle violenze, anche terroristiche, che insanguinano il mondo. E’ il contenuto del, pur equilibrato e prudente, messaggio augurale del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso ai musulmani di tutto il mondo per il mese del Ramadan e la festa conclusiva di ‘Id al-Fitr’.

“Guardando all’umanità di oggi, siamo rattristati nel vedere tante vittime di conflitti e violenze – pensiamo qui in particolare agli anziani, ai bambini e alle donne, specialmente a coloro che sono preda del traffico di esseri umani – e tante persone che soffrono a causa della povertà, della malattia, delle dipendenze, dei disastri naturali e della disoccupazione”, si legge nel testo, diffuso anche in arabo, a firma del cardinale presidente Jean-Louis Tauran e del segretario, monsignor Miguel Angel Ayuso Guixot.

“Noi, cristiani e musulmani, siamo chiamati a fare del nostro meglio nell’imitare Dio. Egli, il Misericordioso, ci chiede di essere misericordiosi e compassionevoli verso gli altri, specialmente verso coloro che si trovano in qualsiasi tipo di bisogno. In ugual modo Egli ci invita a perdonarci reciprocamente”, aggiunge il messaggio.

“Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a queste realtà, o voltarci da un’altra parte di fronte a queste sofferenze – dice ancora il dicastero vaticano -. E’ vero che ci sono situazioni spesso molto complesse, la cui soluzione va oltre le nostre capacità. Perciò è vitale che tutti operino insieme per assistere coloro che sono bisognosi, prescindendo dalla loro etnia o dal loro credo religioso”.

Per il Pontificio Consiglio, “è motivo di grande speranza vedere o sentire di musulmani e cristiani che si uniscono per aiutare i bisognosi. Quando uniamo i nostri sforzi, noi obbediamo ad un importante comandamento presente nelle nostre rispettive religioni e diamo dimostrazione della misericordia di Dio, offrendo così una testimonianza più credibile, come individui e come comunità”.

Di particolare significato per le relazioni tra cristiani e musulmani, specie in situazioni di conflitto e come messaggio di distensione, è anche il fatto che oggi tanti cristiani iracheni, su invito del Patriarcato caldeo, si sono uniti per tutta la giornata al digiuno osservato dai loro concittadini musulmani durante il mese sacro del Ramadan.

Lo riferisce l’agenzia vaticana Fides. L’iniziativa, proposta ai propri fedeli e a tutti i cristiani alcuni giorni fa dal Patriarcato caldeo, intende essere un segno di solidarietà con tutti i musulmani, per digiunare e pregare insieme chiedendo il dono della pace e la stabilità del Paese e dell’intera regione mediorientale.

“In questo modo”, ha ribadito il patriarca caldeo di Baghdad Louis Raphael I Sako, “abbiamo solo voluto proporre un gesto cristiano: da cristiani, confidiamo che il digiuno e la preghiera, condivisi anche con gli altri, possono fare miracoli, mentre le armi e gli interventi militari ammazzano soltanto”.

L’iniziativa ha suscitato reazioni che il patriarca definisce “paradossali: da fuori, alcuni dei nostri cristiani che vivono all’estero si sono agitati e ci hanno addirittura criticato. Da tanti musulmani, invece, ho ricevuto attestazioni di commossa gratitudine. Ieri una donna musulmana col velo è venuta in ufficio a ringraziarmi. Continuava a ripetere: vi siamo tutti molto grati, perché siamo tutti iracheni”.

Tramite Caritas Iraq sarà anche offerto un contributo di 50 mila dollari per i profughi di Falluja, mentre “in una parrocchia, offriremo simbolicamente a un gruppo di nostri concittadini musulmani l’Iftar, il pasto di rottura del digiuno”.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)