Coppa America: una Vinotinto da favola sfida l’Argentina di Messi

venezuela_6

Fioravante De Simone

CARACAS – “Se non hai fiducia in te stesso, potrai sempre trovare il modo di non vincere” disse una volta l’atleta statunitense Carl Lewis.

Durante la prima fase della Coppa America Centenaria, la Vinotinto ha dimostrato di avere fiducia in sè stessa e di non temere nessuno. La nazionale allenata da Rafael Dudamel ha chiuso la prima fase con 7 punti di 9 possibili: due vittorie contro Giamaica ed Uruguay, entrambe per 1-0 ed un pari 1-1 con il Messico. Nelle altre due occasioni (2007 e 2011) in cui il Venezuela si é qualificato ai quarti lo aveva fatto con 5 punti.

Per mettere piú in risalto il lavoro svolto dalla Vinotinto in questa edizione del torneo continentale abbiamo fatto una piccola ricerca: tra le edizioni del 1967 e 2004, i criollos avevano un bilancio di 1 vittoria, 7 pareggi e 37 ko con 29 reti segnate e 149 subite. Nel 2007 la svolta, dal torneo realizzato in casa fino ad oggi il bottino é meno negativo: 6 successi, 6 pareggi e 4 sconfitte con 14 reti segnate e 17 subite.

Quell’unica vittoria, in quel periodo di oscurantismo sportivo era stata ottenuta nel ’67, allora i venezuelani superaro per 3-0 la Bolivia grazie alle reti dell’italo-venezuelano Scovino (59’), Santana (67’) e Ravelo (84’).

Per festeggiare la seconda vittoria i tifosi della vinotinto hanno dovuto attendere 40 anni: successo per 2-0 a San Cristóbal contro il Perú, a siglare le reti sono stati l’italo-venezuelano Alejandro Cichero (48’) e Daniel Arismendi (79’). Dopo questa edizione, le gioie ed i festeggiamenti sono stati piú frequenti.

In questa edizione, che celebra il centenario della manifestazione continentale, i tifosi sono contenti non solo per il pass nei quarti, ma anche per la metamorfosi che ha subito in così poco tempo questa nazionale.

Infatti, sembra che questa vinotinto targata Dudamel sia la brutta copia di quella vista fino a pochi mesi fa nelle qualificazioni. Durante la fase a gironi il Venezuela non é mai stato in svantaggio ed ha sempre segnato le sue tre reti durante la prima frazione di gioco: Martínez al 16’ contro la Giamaica, Rondón al 36’ contro l’Uruguay e Velázquez al 10’ contro il Messico.

Il reparto arretrato é stato una garanzia, iniziando dal portiere Dany Hernández che ha mantenuto la sua porta inviolata per ben 260 minuti e tutte le volte che é stato necesario ha saputo rispondere con i suoi riflessi felini. I suoi compagni di reparto Rosales, González, Vizcarrondo, Velázquez e l’ex Parma Feltsher non hanno lasciato spazi agli avversari.

Uno dei pochi nei in questa nazionale é il poco possesso palla che in alcune fasi delle gare disputate ha creato alcuni problemi alla squadra.

Il selezionatore della Vinotinto ha utilizzato 17 dei 23 convocati, non hanno ancora fatto il loro esordio Juan Pablo Añor, Yangel Herrera, Carlos ‘Mono’ Suarez, Mikael Villanueva ed i portieri Wilker Farinez e José Contreras.

Sulla strada della vinotinto adesso c’é la nazionale di Messi, appuntamento fissato per oggi nel Gilette Stadium di Boston. In 13 gare disputate contro l’albiceleste il bilancio é il seguente: 1 vittoria per il Venezuela e 12 ko. Con 5 reti per la vinotinto e 45 subite.

L’unica rete venezuelana é stata segna durante le qualificazioni per il mondiale Brasile 2014: l’11 ottobre del 2011 una zuccata di Amorebieta permise di ottenere la prima ed unica storica vittoria contro l’albiceleste.

Il Venezuela cercherá di prendere esempio da quella gara per emulare la storica gesta. Nello stadio di Boston é arrivata anche l’unica vittoria contro il Brasile, quella fu una gara amichevole. Sará forse un presaggio, in questa favola chiamata vinotinto? Stasera lo scopriremo.