Dopo lo shock, a Palazzo Chigi si studiano le misure anticrisi

Renzi a Palazzo Chigi
Renzi a Palazzo Chigi
Renzi a Palazzo Chigi

ROMA,.- “Trasformare lo shock in opportunità” e ripartire aggredendo la prateria che si apre ora in Europa con l’uscita della Gran Bretagna, Paese che ha sempre messo un freno all’integrazione. Questa è la linea che corre tra palazzo Chigi e il Quirinale in una giornata nella quale si è potuto ragionare con un po’ più di calma sugli effetti a lungo termine della Brexit.

Certo le incognite sono tante e per questo Matteo Renzi ha avuto una serie di incontri a palazzo Chigi con l’obiettivo di preparare al meglio gli incontri internazionali della prossima settimana e quello informale all’Eliseo con il presidente Francois Hollande.

Naturalmente il governo non può ignorare gli effetti devastanti dell’uscita di Londra sui mercati e il panico generalizzato che ha fatto anche alzare lo spread, il differenziale tra i bond e i bund tedeschi. Palazzo Chigi si è trasformata in una centrale anticrisi con le visite del ministro dell’Economia Padoan e della Sviluppo economico Calenda.

Nessun intervento è stato definito, riferiscono alcune fonti, ma è certo che il Governo debba tenere nel cassetto alcune misure per difendere le banche italiane che sono chiaramente sotto attacco. E la riapertura dei mercati di lunedì viene tenuta sotto controllo alla luce delle perdite a doppia cifra di tutti gli istituti di venerdì.

Si annuncia quindi una settimana di fuoco per Renzi che cercherà di cogliere le opportunità che possono però aprirsi con Londra sempre più lontana. Come ha spiegato un europeista di lunga data, Giorgio Napolitano, “adesso nessuno nell’Unione Europea potrà dire che non si può andare avanti più decisamente sulla linea dell’integrazione perché gli inglesi ce lo impediscono”.

E su questa osservazione si muove anche l’Italia. I continui contatti tra Renzi e Mattarella sono serviti per trovare nuove fonti di ottimismo mettendo a fuoco la necessità di un’azione politica forte ed immediata. Paradossalmente, si ragiona in ambienti del Quirinale, con l’uscita della Gran Bretagna il fronte degli euroscettici va in difficoltà.

Si aprono quindi nuovi spazi per spingere sull’integrazione e nuovi corridoi per l’azione dell’Italia. Per esempio rafforzando dinamiche parlamentari europee: probabilmente di questo parleranno Renzi e Hollande nella cena di Parigi. Fornire al Pse un ruolo propulsore per le riforme e la flessibilità potrebbe essere importante per il prossimo futuro dell’Unione.

Ma c’è da convincere la Merkel e il Ppe a fare altrettanto sperando che abbia la forza e il coraggio di abbandonare la strada del rigore teutonico che tanto ha fatto allontanate i cittadini dal sogno europeo. Magari non si tratta di una nuova Ventotene, ma è chiara l’esigenza di trovare soluzione visionarie: dallo shock a nuove sfide.

Intanto si incassa la convocazione della Cancelliera a Berlino per una riunione che la Frankfurter Allgemeine Zeitung già definisce “nuovo direttorio”. E se Renzi insisterà con il mantra della crescita, certamente non può in questa fase non sottolineare l’importanza del referendum costituzione sul Senato.

Una riforma che ci chiede l’Europa, insistono i parlamentari a lui vicini, e che è indispensabile per confermale l’affidabilità e la stabilità dell’Italia. Per questo si affrettano a smentire rumours che indicherebbero uno slittamento del referendum. Si terrà a ottobre, confermano. Magari non nella prima settimana di ottobre, ma a ottobre.

(Di Fabrizio Finzi/ANSA)

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