L’italo-venezuelana Di Grigoli seconda nell’Open d’Italia di parapendio

Joanna Di Grigoli in volo
Joanna Di Grigoli in volo
Joanna Di Grigoli in volo

Fioravante De Simone

CARACAS – L’Aeroclub Lega Piloti, in collaborazione con il Parapendio Club Scurbatt, ha organizzato la Cornizzolo Cup 2016, Campionato Italiano Open di Parapendio che si é svolta a Suello in provincia di Lecco presso il Monte Cornizzolo. L’italo-venezuelana Joanna Di Grigoli ha chiuso la gara in seconda posizione alle spalle della giapponese Nao Takada e davanti all’azzurra Silvia Buzzi Ferraris. Questa prestazione ha permesso all’atleta di origine siciliana di balzare all’undicesimo posto del ranking mondiale di Parapendio.

“Sono soddisfatta perché sono riuscita a partecipare ancora una volta a questa mitica gara che si svolge in un posto che è stato sede di diverse gare della Coppa del Mondo. Durante la prova il clima è stato fantastico, a parte la prima giornata non è stata disputata a causa della pioggia. Durante la seconda giornata c’erano alcuni dubbi per il vento, poi invece siamo andati sulla rampa di lancio ed abbiamo svolto una gara corta, le condizioni erano spettacolari e la visibilità incredibile” ha raccontato la Di Grigoli.

Il monte Cornizzolo, che sovrasta il comune di Suello, fa parte della storia del volo libero, cioè il volo con il deltaplano o parapendio. Dalle sue pendici, nei suoi primi voli, decollò nel 1972 il comasco Alfio Caronti, il primo pilota di deltaplano in Europa. Negli anni 70-80 dal Cornizzolo e dal Bolettone si svolsero numerose edizioni del Triangolo Lariano, una celeberrima gara internazionale di deltaplano.

Negli anni ’90, con l’affermarsi del volo in parapendio e la conseguente diminuzione dei praticanti del volo in delta, non si tennero più gare internazionali, che ripresero nel 1997 con la prima edizione della Cornizzolo World Cup. Da allora si può stimare che oltre 1.500 piloti competitori provenienti da tutto il mondo abbiano gareggiato decollando dal Cornizzolo, che grazie a questo ha acquisito rinomanza mondiale come uno tra i luoghi al mondo più idonei per questo sport.

L’edizione 2016 dell’Italian Open si è caratterizzata per avere varie tappe lunghe che hanno avuto un mix di voli sulla montagna e sulla pianura. Una di queste ha avuto un percorso di 101 km.

“Il livello di competitività è stato altissimo e la velocità con cui abbiamo volato è stata impresionante. Per mantenere il ritmo bisognava accellerare un 100% su tutto il percorso” ha confessato l’italo-venezuelana.
Sta di fatto che, con poca potenza del motore (poca aria calda), per rimanere in aria, oltre che bravi, bisogna essere anche fortunati.

In queste condizioni, fare un percorso che abbracciava quasi totalmente il campo di gara, andando dalla boa Coppola del faro di Brunate fino al vertice del triangolo lariano a toccare quella Geomag del San Primo e poi, con un gran traverso obbligato, scendere a sud/est fino alla Roncola per poi ritornare a Suello, con il sole di quella giornata è stato molto difficile anche per i più bravi. E’ stato così che numerosi piloti impossibilitati a proseguire nel percorso sono poi andati ad atterrare per i prati di tutta la Brianza, dando un gran daffare agli autisti addetti ai recuperi.

Joanna sul Podium, a destra della vincitrice.
Joanna sul Podium, a destra della vincitrice.

Joanna Di Grigoli ha lottato tappa dopo tappa per conservare la sua posizione in classifica. “Appena mi sono resa conto della differenza che c’era tra me e Takada (la vincitrice della prova, ndr) mi sono dedicata a conservare il secondo posto, dato che avevo il fiato sul collo dell’italiana Silvia Briuzzi. Questa era la terza volta che avevo come rivale l’italiana, nelle edizioni precedenti lei mi aveva battuto. La Briuzzi é una pilota veterana che é ritornata da poco alle gare ed é sempre stata un’osso duro da battere” racconta l’italo-venezuelana.

Di Grigoli ritornerá nuovamente in gara nel mese di luglio quando sará impegnata nella Back to Grandbo, che si svolgerá in Francia dal 1 al 10 luglio.

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