Omaggio postumo all’italiano che scolpì Mount Rushmore

Pubblicato il 30 giugno 2016 da redazione

mt-rushmore

NEW YORK – Anni passati a cesellare occhi, labbra e nasi dei presidenti gli avevano trasformato i polmoni di blocchi di roccia. Ma oggi per Luigi Del Bianco, scalpellino italiano e il principale scultore di Mount Rushmore è arrivato il momento della rivincita. Il nome di Del Bianco è stato rispolverato dagli anfratti della storia grazie alla determinazione dei suoi discendenti.

Il National Park Service, in un omaggio postumo, ha riconosciuto il ruolo chiave dell’italo-americano nella creazione di uno dei monumenti americani più iconici: la montagna dei presidenti.

– Essere lo scalpellino capo di Mount Rushmore è il sogno americano per eccellenza per un immigrato – ha osservato Douglas Gladstone, autore di “Carving a Niche for Himself”, un libro dedicato proprio a Del Bianco.

Centinaia di scalpellini come Luigi, napoletano emigrato a 17 anni negli Usa e morto nel 1969 a 78 anni di silicosi, passarono anni su quella montagna scolpendo le fattezze di quattro presidenti americani (George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt and Abraham Lincoln) nel granito delle colline nere del South Dakota sotto la direzione di Gutzon Borglum, il progettista e ingegnere capo che col figlio Lincoln aveva concepito il monumento.

I loro nomi sono incisi sul Mount Rushmore per simbolizzare lo sforzo collettivo del gruppo. Ma per Del Bianco, che chiaramente aveva una marcia in più, è arrivato un onore speciale proprio come aveva riconosciuto a suo tempo Borglum.

– Luigi Del Bianco ha lavorato a Mount Rushmore nelle stagioni 1933, 1935 e 1936 e 1940. E’ stato ‘senior driller’, trapanatore, fino alla fine del 1935 quando Mr. Borglum lo promosse ‘chief carver’ – intagliatore capo, si legge sulla pagina Facebook del National Park Service. Nella corrispondenza di Borglum si scoprono le ragioni della promozione.

“Vale più di tre uomini messi assieme che potevo trovare in America per questo tipo di lavoro” aveva scritto l’ingegnere in documenti scoperti da Lou Del Bianco, un nipote dello scalpellino:

– E’ l’unico intagliatore della pietra intelligente, capace di comprendere il linguaggio dello scultore.

(Alessandra Baldini)

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