Italicum: Renzi, non vedo maggioranza per cambiarlo

Pubblicato il 03 luglio 2016 da ansa

(ANSA) – ROMA, 3 LUG – “Non vedo in Parlamento una maggioranza per una legge alternativa” all’Italicum. Lo dice il premier Matteo Renzi a ‘L’Intervista’ a Maria Latella su SkyTg 24. Alla domanda se comunque stesse pensando di poter proporre modifiche (come dare il premio alla coalizione e non alle liste) Renzi replica: “mi piacerebbe avere il potere di vita e di morte sulle leggi in Parlamento. Ma anche se alcuni lo pensano questa non è dittatura”.

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18:51Iraq: Alta Corte, militari Gb commisero crimini di guerra

(ANSA) - LONDRA, 14 DIC - L'Alta Corte di Londra ha riconosciuto oggi la responsabilità di militari britannici per crimini di guerra compiuti in Iraq anni fa. Il verdetto si riferisce a quattro denunce relative a casi di maltrattamento di prigionieri iracheni, ma potrebbe estendersi ad altre centinaia di vicende giudiziarie ancora aperte nei confronti di soldati di Sua Maestà dislocati in Iraq all'epoca dell'occupazione anglo-americana del Paese. Stando ai giudici, i militari coinvolti in questi quattro casi hanno violato la Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra e detenuto civili (nessuno dei quali risultato "coinvolto in attività terroristiche o accusato di porre alcuna reale minaccia alla sicurezza", stando alle parole del giudice relatore Leggatt) in condizioni crudeli e disumane. Mentre il ministero della Difesa si è macchiato anche di violazione del dello Human Rights Act del 1998, la legge britannica per la tutela dei diritti umani, nell'organizzazione delle strutture detentive seguita all'invasione del 2003.

18:49‘Uccidete primo che trovate’, così fu ammazzato innocente

(ANSA) - BARI, 14 DIC - Il boss del clan mafioso Di Cosola di Bari, Antonio Battista, ordinò ai suoi uomini di rispondere all'agguato subìto uccidendo un uomo, "il primo che trovate", del clan rivale Strisciuglio. Quella sera, il 16 marzo 2011, i killer per errore spararono a Giuseppe Mizzi, vittima innocente di mafia, scambiandolo per uno spacciatore. La ricostruzione di quel tragico evento è contenuta nelle motivazioni della sentenza di primo grado nei confronti di Battista (condannato all'ergastolo con rito abbreviato perché ritenuto il mandante del delitto) e di altri 59 affiliati al clan accusati di reati di associazione mafiosa, droga, armi ed estorsioni. Per la morte di Mizzi è già passata in giudicato la sentenza nei confronti dei due esecutori materiali, Emanuele Fiorentino e Edoardo Bove, condannati rispettivamente a 20 anni e a 13 anni e 4 mesi. La posizione di Battista come mandante era stata archiviata, fino alle dichiarazioni accusatrici di sua moglie, Lucia Masella, diventata collaboratrice di giustizia.

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