La strategia di Israele, nuove case contro i terroristi

(ANSAmed) – TEL AVIV, 4 LUG – “Il terrorismo non ci sradicherà. Non possiamo accontentarci di sole parole. Dobbiamo piuttosto costruire, e molto”: così un ministro israeliano, Moshe Kahlon (finanze), ha sintetizzato lo stato d’animo che agita il suo governo all’indomani di una fitta serie di attentati palestinesi avvenuti la settimana scorsa in Israele e in Cisgiordania. Contro gli accoltellamenti e le sparatorie, Israele reagirà dunque anche con colate di cemento: a Gerusalemme est e nella vicina città colonia di Maaleh Adumim, ha annunciato il governo, si pubblicheranno bandi per la futura costruzione di 800 alloggi; la costruzione di altri 42 è stata intanto confermata nella colonia di Kiryat Arba (Hebron). Come in circostanze analoghe in poche ore sono giunte le prevedibili proteste del governo dell’Anp e di Peace Now, da sempre persuaso che la politica dell’espansione edilizia nella colonie e a Gerusalemme est “mette in pericolo la realizzazione della pace e a repentaglio la sicurezza stessa degli israeliani”.

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