Euro16: Loew sfida Deschamps. Ma la Francia è favorita

Pubblicato il 04 luglio 2016 da ansa

Toni Kroos (Germany)

Toni Kroos (Germany)

ROMA. – La Germania prepara l’assalto ai francesi, con un solo obiettivo: prendersi la finale di un Europeo sorprendente fino a un certo punto. Il ct Joachim Loew è prodigo di complimenti per il suo regista Tony Kroos, vero uomo-faro di una squadra che ha ormai sposato un nuovo credo calcistico, fatto di passaggi corti, di movimento e di fantasia.

L’opera di riedificazione di una nuova ideologia calcistica è cominciata nel 2010, al Mondiale in Sudafrica, dove si misero in luce gli Ozil, i Neuer e i Thomas Mueller. Il nuovo mondo ha permesso ai tedeschi di umiliare il Brasile in casa loro (7-2 nella semifinale del Mondiale 2014) e di salire sul tetto del mondo.

“Tony – dice Loew, parlando di Kroos – è un uomo determinante per il nostro gioco: lui sa congelare il pallone e sa dettare i tempi. E’ un vero mago delle strategie tattiche e poi ha un pregio che pochi giocatori possono vantarsi di possedere: non perde mai la calma. Anche quando il pressing su di lui è asfissiante”.

Contro la Francia tutto ruoterà attorno al gioiello del Real Madrid che adesso riempie pure i sogni di Pep Guardiola, pronto a guidare il Manchester City, ma poco attento quando rinunciò a lui nel Bayern Monaco (era l’estate del 2014), che lo perse per qualche decina di milioni (circa 24) a beneficio del Real Madrid.

Kroos a parte, la Germania deve fare i conti con un’infermeria piena di big: Mario Gomez e, soprattutto, Sami Khedira, altro perno del centrocampo. “Chi non è al 100 per centro, contro la Francia, non giocherà”, l’avvertimento di Loew. “Certo, sostituire Gomez non sarà per niente facile”.

Francia e Italia sono Nazionali confinanti e quasi identiche nel gioco: “Sarà un po’ come affrontare l’Italia, anche se i francesi sono meno chiusi. La gioia per la vittoria sull’Italia è stata enorme – le parole di Loew, in conferenza stampa -.

Il successo è arrivato dopo una partita davvero drammatica, una vera e propria battaglia, come sono tutte le partite contro l’Italia. E’ stato un grande impatto anche dal punto di vista psicologico. La Francia, però, è un’altra cosa.

Non amo fare pronostici, ma i favoriti potrebbero essere loro, se non altro perché giocano in casa. Fare pronostici, in una partita da dentro o fuori, è praticamente impossibile”.

Non si sono spenti ancora gli echi del successo sull’Italia: la vittoria vera e propria non è arrivata, ma la Germania è rimasta in lizza, fra le prime quattro d’Europa. Gli azzurri, invece, sono tornati a casa. Il titolo ai tedeschi manca da 20 anni e i tempi per i tifosi sono maturi.

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