Allerta Farnesina. Gli 007 rafforzano la rete in 50 Paesi

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ROMA. – Domani sera rientreranno in Italia su un aereo di Stato le salme dei nove italiani uccisi nell’attacco terroristico al ristorante di Dacca. Intanto, la procura di Roma si prepara a chiedere – con una rogatoria internazionale – alle autorità bengalesi gli atti dell’inchiesta e la possibilità di interrogare il terrorista superstite.

Mentre la Farnesina – che già da tempo aveva avvisato sul deteriorarsi della situazione nel Paese asiatico – avverte tramite il sito ‘Viaggiare sicuri’ del rischio di “possibili ulteriori atti ostili”. E l’intelligence rafforzerà la sua rete di agenti negli oltre 50 Paesi ‘non sicuri’ per meglio tutelare i connazionali presenti.

Un team di 007 italiani è da sabato a Dacca per seguire da vicino gli sviluppi delle indagini sulla strage. A quanto si apprende dai primi report inviati a Roma non c’è ancora chiarezza sulla dinamica dei fatti, mentre del commando jihadista sembrerebbe che in realtà soltanto uno sia di famiglia benestante.

Maggiori indicazioni arriveranno con l’autopsia delle salme che verrà svolta al Policlinico Gemelli e con il colloquio del pm di Roma, Francesco Scavo, con Gian Galeazzo Boschetti, marito di Claudia D’Antona, l’imprenditrice torinese di 56 anni uccisa nel massacro di Dacca, scampato miracolosamente alla morte.

Non è escluso che la procura, se matureranno le condizioni, possa inviare nella capitale bengalese una task force di investigatori per prendere parte alle indagini. Dalle prime indicazioni filtrate dagli inquirenti non risulta che i terroristi sapessero che ci fossero italiani nel ristorante preso di mira. Il locale si trova nel quartiere diplomatico e si sa che è frequentato da occidentali. Probabile che l’obiettivo del commando fossero persone occidentali in generale piuttosto che specificamente italiani.

E che il Bangladesh fosse un Paese a rischio – specie dopo l’omicidio del cooperante Cesare Tavella a settembre ed il ferimento del missionario Pietro Parolari a novembre – la Farnesina lo aveva già comunicato mesi fa.

Oggi il sito ‘Viaggiare sicuri’ è stato aggiornato, raccomandando agli italiani in Bangladesh la “massima prudenza, in particolare nei luoghi abitualmente frequentati da stranieri e di limitare gli spostamenti, soprattutto a piedi, allo stretto necessario”.

Infatti, aggiunge, “in considerazione della presenza nel Paese di formazioni di ispirazione jihadista, non si può escludere il rischio di possibili ulteriori atti ostili”.

E, naturalmente, quanto accaduto a Dacca sta facendo riconsiderare più in generale le misure di sicurezza per gli italiani presenti in Paesi a rischio, non tutti coperti dalla rete fissa degli agenti dell’Aise. Proprio il servizio segreto esterno potrebbe così aumentare – compatibilmente con le carenze nella pianta organica determinate negli ultimi anni dalla spending review – i propri operativi all’estero, specie nelle nazioni più delicate sotto il profilo della minaccia jihadista.