Rio 2016, è corsa contro il tempo sotto al Corcovado

Pubblicato il 06 luglio 2016 da ansa

Un'immagine di come apparirà la location olimpica

Un’immagine di come apparirà la location olimpica

ROMA. – Un mese a quella che, visto lo scenario naturale, era stata presentata come l’Olimpiade più bella della storia. Sotto il Cristo del Corcovado i problemi non sono stati risolti e a Rio de Janeiro è corsa contro il tempo.

E’ cominciato il countdown in attesa della cerimonia di apertura del 5 agosto al Maracanà, quando l’ultimo tedoforo accenderà la fiamma del tripode. L’onore dovrebbe toccare a Pelè, se supererà l’handicap, agli occhi di chi deve decidere, di non essere mai stato atleta olimpico. Nota curiosa è che poi il braciere olimpico non rimarrà nello stadio carioca, ma verrà spostato in un punto ancora tenuto segreto del centro della metropoli.

Gli impianti delle gare sono praticamente pronti, comprese le strutture mobili sulla spiaggia di Copacabana per il beach volley, mentre la linea 4 della metropolitana dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere inaugurata l’1 agosto anche se non arriverà fino al Parco Olimpico di Barra da Tijuca.

Del resto il Brasile, e Rio in particolare, rimane la terra del ‘dia dia’, quindi si procede a vista, giorno per giorno complice la pesante recessione economica in atto, cercando di fare il possibile per evitare gli imprevisti. Il tutto tenendo presente che lo stato di Rio, in pratica la regione carioca, è in bancarotta e quindi gli ultimi contributi finanziari dovranno arrivare direttamente dal governo federale.

Di sicuro c’è che nessuno degli obiettivi di risanamento ambientale che erano tra i punti forti del dossier che valse i Giochi alla ‘Cidade Maravilhosa’ verrà rispettato. Niente risanamento delle acque della baia di Guanabara, dove si svolgeranno le gare di vela. Qualcosa è stato fatto, visto che il lavoro delle 7 stazioni ecologiche hanno fatto salire dal 16 al 48% il tasso di acque definibili ‘pulite’, ma si è rimasti lontani dall’obiettivo dell’80% garantito a suo tempo al Cio.

Lo stesso discorso vale per la Lagoa Rodrigo Freitas, suggestivo campo di gara del canottaggio: avrebbe dovuto diventare balneabile, invece c’è augurarsi che nessun atleta cada in acqua. Durante le gare della preolimpica dello scorso anno si sentirono male in due.

Ancora peggio va la laguna di Jacarepaguà che lambisce il Parco Olimpico e dove si scaricano i liquami delle fogne della zona ovest della città. Nel settembre del 2015 una tonnellata di pesci morti fu tirata fuori da queste acque, e se la cosa si ripetesse durante i Giochi la figuraccia sarebbe planetaria: per questo gli organizzatori tremano.

Ma nonostante tutto l’attesa cresce, così come la corsa all’acquisto dei biglietti che finora non aveva dato i risultati sperati, a parte quelli per la cerimonia d’apertura e per le partite della Selecao di calcio e pallavolo.

Ma l’apertura di alcuni punti vendita dei ticket olimpici in zone strategiche e shopping center della città, dove questi tagliandi possono anche essere scambiati, ha fatto sì che l’interesse del grande pubblico aumentasse e ora ci si attende buoni, se non ottimi, risultati dal punto di vista delle presenze.

Rimane da risolvere, agli occhi di chi verrà da fuori, il problema del virus Zika, non così sentito dai carioca un po’ perchè ci sono abituati, e quindi sanno anche come prevenire, un po’ perchè quando ci sarà l’Olimpiade sarà inverno e quindi i rischi di contagio si abbasseranno.

Molto più serio sembra invece il problema della sicurezza, rilanciato dalle recenti aggressioni e rapine ai danni di velisti di varie nazionalità che si stavano allenando, o semplicemente passeggiando, in alcune zone della città.

Il governo prevede di risolverlo, come già due anni fa all’epoca dei Mondiali di calcio, con l’impiego massiccio dei militari, e da questo punto promette di non badare a spese anche se i sindacati di polizia hanno già fatto presente che non ci sono più soldi nemmeno per la benzina della auto.

Ma di una cosa il Brasile della Presidentessa Dilma sotto impeachment si dice certo: dimostrerà che non è solo ‘futebol arte’, favelas, samba e Carnevale, ma anche e soprattutto un paese fatto di gente straordinaria.

(di Alessandro Castellani/ANSA)

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