Euro 2016: Ronaldo da record, voglio piangere di gioia

ronaldo

ROMA. – Una carriera costellata di record personali e di vittorie con il club a cui manca solo la ciliegina sulla torta: vincere un titolo con la sua nazionale e mettere fine alla fama di eterna incompiuta della squadra lusitana.

“Di traguardi nella mia carriera ne ho raggiunto tanti – ha ammesso CR7 – sono tredici anni che gioco a questi livelli e le statistiche non mentono mai, ma il mio sogno è sempre stato di vincere un trofeo con il Portogallo. Ce la possiamo fare. Siamo una squadra straordinariamente unita, solidale, in cui ognuno si mette a disposizione dell’altro. I complimenti non fateli a me: indirizzateli all’allenatore, a tutti quelli che hanno lavorato perché arrivassimo fin qui, ai tifosi che ci sostengono e per i quali lottiamo”.

A 31 anni dopo aver vinto tre Champions, due mondiali per club, quattro campionati nazionali e tre palloni d’Oro nella sua testa c’è solo un traguardo: trasformare in lacrime di gioia quelle che troppe volte con il suo Portogallo sono scese sul suo viso dopo cocenti delusioni, a cominciare dalla notte di Lisbona nel 2004 quando la Grecia sorprese l’Europa lasciando nello sconforto il popolo lusitano.

Intanto però con il gol contro il Galles, un volo in sospensione degno del miglior Michael Jordan, ha agganciato Platini come primo marcatore nella storia dell’Europeo. Eppure l’Europeo per il galactico era iniziato male, e dopo essersi messo contro mezza Europa attaccando a parole gli islandesi che iniziavano a stare simpatici a tutti, era rimasto a secco con l’Austria, per poi tornare quando contava, nel 3-3 contro l’Ungheria.

Una doppietta che aveva tenuto incollati (da terzi), i suoi all’Europeo, che pareva destinato all’ennesimo fallimento, e invece ora è lì, ad un passo, con cinque pareggi e la prima vittoria.

“Siamo a un passo dal traguardo – ha confessato dopo il successo sul ‘compagno’ Bale – E’ un sogno che aspetto da 12 anni. Ora continuiamo a sognare, domenica sera voglio piangere, ma di gioia stavolta”.

Certo, vincere, col Portogallo, è più difficile che con il Real, e domenica che sia Francia o Germania la sua nazionale non partirà da favorita, ma con un Ronaldo così sognare non è più proibito.