Omicidio Caserta: indagato, non volevo uccidere Marco

(ANSA) – NAPOLI, 11 LUG – “Non volevo uccidere Marco, ci conoscevano da quando eravamo bambini. E’ stata una disgrazia. Pensavo che la pistola fosse scarica, l’avevo provata per gioco contro di me e non aveva fatto fuoco, mentre quando l’ho puntata contro Marco ha sparato. E io dopo per lo choc sono anche svenuto”. Così il 19enne Antonio Zampella (difeso dai legali Mario Mangazzo e Michele Di Fraia) davanti al Gip di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) Nicoletta Campanaro nel corso dell’interrogatorio svoltosi in carcere, cui ha preso parte il sostituto Caroppoli. Il giovane è stato arrestato venerdì sera perché ritenuto responsabile della morte del 20enne Marco Mongillo. Il ventenne è stato raggiunto al capo da un colpo di pistola esploso dall’indagato mentre era ospite insieme col fratello Vincenzo nell’appartamento del Rione Santa Rosalia di Caserta in cui vive Umberto Zampella, fratello del presunto assassino. L’arma, ha spiegato il 19enne, sarebbe stata comprata “qualche mese fa da un immigrato a Castel Volturno”.

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