Anche Bush a Dallas ma Trump attacca: Usa divisi

Pubblicato il 11 luglio 2016 da redazione

Dallas, Barack Obama con la first lady Michelle , l'ex presidente George W Bush

Dallas, Barack Obama con la first lady Michelle , l’ex presidente George W Bush

WASHINGTON. – Il presidente Barack Obama, il vicepresidente Joe Biden, l’ex presidente George W. Bush. A Dallas domani per le esequie dei cinque poliziotti uccisi nella lunga notte che ha fatto ripiombare la città texana nell’incubo di un’America divisa e arrabbiata, l’imperativo per i leader e le massime istituzioni negli Stati Uniti è dare prova di unità. Ristabilire la calma, riconciliare e pacificare.

Perché nonostante gli appelli, le preghiere e il cordoglio, la retorica del ‘noi contro voi’ rischia di riemergere con un vigore che aleggia minaccioso anche sull’8 novembre, l’election day. Spetta a Obama, il primo presidente nero degli Stati Uniti, il compito di rassicurare: lo ha fatto parlando dalla Polonia dove si trovava per il suo ultimo vertice Nato e, sfidando i toni aspri delle polemiche da campagna elettorale, si è rivolto ad una America “non divisa come alcuni dicono”.

Una rassicurazione e un’esortazione al tempo stesso, ribadita poi da Madrid nelle scorse ore: “Voglio che tutte le parti si ascoltino ed è quello che vogliamo ottenere nelle prossime settimane”. Vogliamo: Obama rinnoverà il suo appello alla calma e alla comprensione domani a Dallas, ma insieme con il suo predecessore, l’ex presidente George W. Bush, che parlerà nel ‘suo’ Texas.

Un segnale fortissimo che vede spalla a spalla i due leader così diversi e contrapposti ma adesso uniti nel tentativo di parlare a tutti. E’ ciò che, nonostante il senso di urgenza dettato dai fatti di sangue e rabbia che hanno segnato l’ultima settimana, non riescono a fare i due candidati nella corsa per la Casa Bianca, Hillary Clinton e Doland Trump.

Pur con la miccia della violenza e del caos pericolosamente accesa, restano come voci lontane nel tentativo di minimizzare i danni alle urne finendo così per parlare soltanto alla propria parte (Hillary Clinton) oppure rimanendo arroccati sulla propria visione del mondo, scavando il fossato tra il ‘noi e voi’, puntando il dito: “Guardate cosa succede al nostro Paese sotto la debole leadership di Obama e di gente come la corrotta Hillary Clinton. Siamo una nazione divisa”, ha esordito il candidato repubblicano rompendo – con un tweet – la ‘tregua’ dopo le uccisioni di neri da parte della polizia e la strage di agenti a Dallas.

E su Obama ha rincarato la dose: “Il presidente Obama pensa che la nazione non sia divisa come pensa la gente. Sta vivendo in un mondo immaginario”.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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