Renzi, entro l’anno decreto per dire addio a Equitalia

La scritta Equitalia Nord negli uffici degli sportelli per il pubblico di piazza Dante, Genova, 19 settembre. ANSA/LUCA ZENNARO
La scritta Equitalia Nord negli uffici degli sportelli per il pubblico di piazza Dante, Genova, 19 settembre. ANSA/LUCA ZENNARO
La scritta Equitalia Nord negli uffici degli sportelli per il pubblico di piazza Dante, Genova, 19 settembre. ANSA/LUCA ZENNARO

MILANO. – “Bye, bye Equitalia”: il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha assicurato che “entro l’anno arriverà il decreto che cambierà il modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini”. Quindi “non ci sarà più Equitalia” ma questo “non vuol dire che le multe non si pagano più”. Solo “cambierà come” si pagheranno.

Le sue parole hanno scatenato l’ironia dell’opposizione. “Ci fa piacere che M5S detti l’agenda politica del Premier” ha scritto il grillino Luigi Di Maio su twitter mentre Salvini ha liquidato le parole di Renzi come “il solito annuncio”.

È stato questo l’avvio della giornata milanese di Matteo Renzi, che in città è arrivato ieri per essere intervistato alla fondazione Corriere della Sera da Beppe Severgnini e poi partecipare a una cena a casa del finanziere Francesco Micheli con il sindaco Beppe Sala e una ottantina di esponenti della ‘Milano che conta’, uno spaccato della città con banchieri, industriali, editori con cui si è confrontato su diversi temi.

Poi a Palazzo Marino Renzi ha preso parte a una giunta straordinaria con Sala e i suoi assessori (ricordando fra l’altro quando andò da sindaco ad Arcore da Berlusconi per parlare della tassa di soggiorno). E ha annunciato che a settembre tornerà in città per firmare un “patto Milano-Governo che rappresenta il segnale molto valido e chiaro per stabilire chi fa e che cosa, con che tempi e con quali certezze”.

Secondo il premier, “Milano può guidare l’Italia a recuperare il posto che le spetta” e “ha tutti gli elementi per essere una delle principali metropoli del mondo”.

Dopo la Brexit, Sala è volato a Londra per vedere se sia possibile trasferire a Milano l’agenzia europea del farmaco e l’autorità bancaria. Una proposta è anche quella di creare una ‘free tax area’ nel sito del post expo. “Noi stiamo provando con Beppe Sala a portare a Milano un po’ di istituzioni finanziarie che sono a Londra – ha detto Renzi – e stiamo ragionando sull’ipotesi di un passaporto europeo a chi studia alla Bocconi”.

Dopo l’addio della Gran Bretagna, però, secondo il presidente del Consiglio, “è fondamentale che ci sia più buonsenso” in Europa. Ed è proprio “con il buonsenso applicando le regole in vigore” che nella trattativa fra Italia ed Unione Europea sulle banche “si può risolvere tutto”.

Anche nel caso di Mps “i correntisti – è convinto – possono dormire tranquilli”. E tranquilli devono essere lasciati i sindaci a lavorare, a partire da quello di Roma Virginia Raggi, anche se Renzi non ha apprezzato le sue critiche sulle periferie.

“Noi abbiamo messo dei soldi per le periferie: 100 milioni per gli impianti sportivi, 500 milioni nella legge di stabilità ai comuni per le periferie. Questo serve – ha aggiunto – non che faccio le giratine in periferia per far vedere che mi occupo di periferie”.

Anche nel caso delle Olimpiadi la scelta spetta al Comune di Roma, anche se per il premier rinunciare sarebbe “un clamoroso errore”. A Milano Renzi avrebbe dovuto inaugurare il nuovo allestimento del Museo della Scienza, un’occasione per parlare di ricerca (e forse anche del progetto di un polo delle scienze nel sito Expo).

Così però non è stato perché Renzi, dal museo, ha deciso di tornare immediatamente a Roma prima del taglio del nastro per seguire gli sviluppi dell’incidente ferroviario accaduto in Puglia. L’appuntamento di nuovo a Milano è per settembre.

(di Bianca Maria Manfredi/ANSA)

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