Nel 2015 distribuiti quasi 6 milioni di pasti dalla Caritas Italia

Una mensa della Caritas Italia
Una mensa della Caritas Italia
Una mensa della Caritas Italia

CARACAS. – La Caritas continua nel suo impegno pastorale, avendo sempre ben chiaro quanto Papa Francesco ha ripetuto lo scorso aprile nell’Udienza per i 45 anni di Caritas Italiana: “I poveri sono la proposta forte che Dio fa alla nostra Chiesa affinché essa cresca nell’amore e nella fedeltà”.

Sei milioni e mezzo di pasti erogati da 353 mense in 157 diocesi; 61 centri di distribuzione viveri, promossi da 186 Caritas diocesane, che si fanno carico di un vasto bisogno alimentare di persone e famiglie, italiane e straniere; 64.713 interventi di ascolto, orientamento, consulenza e segretariato sociale, erogati nel primo semestre 2015 da 595 Centri di Ascolto o servizi collegati, in 87 diocesi; 1.169 progetti anti-crisi delle diocesi, tra cui 171 fondi di solidarietà e 140 progetti di microcredito per famiglie e imprese.

Sono i “numeri” della Caritas Italiana contro la povertà in Italia che, segnala l’organismo cattolico, in un anno ha coinvolto quasi 500 mila in più. Interventi che però non sono chiaramente sufficienti: “In ogni caso – commenta don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – si evidenzia ancora una volta una carenza di politiche organiche di contrasto alla povertà in grado di invertire il trend.

Il nostro obiettivo, spiegano dalla Caritas, è di “non fermarci ai bisogni immediati. Bisogna puntare a rilanciare l’impegno nel campo di tutte le politiche, non solo quelle sociali, con maggiore attenzione alla loro efficacia nei confronti dei destinatari, da valutare sulla base di “parametri di umanizzazione” da applicare soprattutto nella dimensione locale. Esemplificando potrà dirsi valido un intervento se emancipa i poveri, realizza giustizia, suscita libertà, diffonde umanità, promuove accoglienza, stimola partecipazione”.

Si apre un tempo complesso in cui si deve cogliere la dimensione di opportunità per fare un deciso passo in avanti del nostro sistema di protezione sociale, che non ha retto all’urto della crisi economica e che ha lasciato cadere in povertà migliaia di famiglie.

Urge, come chiede da tempo l’Alleanza contro la Povertà, un Piano di contrasto alla povertà nel quale emergano con chiarezza le linee di azione per i prossimi anni, tali da dare un quadro comprensibile dell’utilizzo delle risorse europee e nazionali. Per questo sarà necessaria una mobilitazione attenta e una collaborazione costruttiva e realistica per realizzare il cambiamento possibile nel tempo che ci è dato di vivere.

“Proprio per questo bisogna presidiare le nuove forme di inclusione sociale dei poveri, di sviluppo di comunità, di welfare generativo, nuovi percorsi di coesione sociale, di volontariato e di servizio, di accoglienza diffusa, di coinvolgimento dei giovani, di partecipazione dal basso, di discernimento comunitario, di innovazione sociale, di educazione ad una ecologia integrale, alla pace, all’interculturalità, alla responsabilità verso l’ambiente, alla mondialità”.

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