Delitto Dore: parte civile, ergastolo a marito-mandante

(ANSA) – SASSARI, 15 LUG – Nel processo d’appello a Francesco Rocca, il dentista di Gavoi (Nuoro) condannato in primo grado al all’ergastolo perché ritenuto il mandante dell’omicidio della moglie, Dina Dore, uccisa nel garage di casa nel marzo del 2008, i legali di parte civile, che rappresentano i familiari della vittima, hanno chiesto la conferma del carcere a vita. L’avvocato Massimo Delogu, nel ribadire gli strani comportamenti tenuti dal marito quel giorno e in quello successivo, si è coì associato alla richiesta formulata una settimana fa dal pg Gabriella Pintus. “Contrariamente a quanto avveniva di solito – ha detto in aula il legale – Rocca il giorno della morte di sua moglie l’aveva cercata diverse volte al telefono, ma una volta tornato in paese tutta quell’apprensione era sparita e lui era andato al bar”. E ancora. “Rocca aveva contatti frequenti con Pierpaolo Contu, il giovane condannato come autore materiale dell’omicidio, ma stranamente da quel giorno trascorrono un mese senza sentirsi o vedersi”.

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