Così cambia la ‘ndrangheta, al vertice la struttura occulta

Pubblicato il 15 luglio 2016 da redazione

Non c'è più solo una cupola di 'ndrangheta – la “provincia” individuata con l'operazione Crimine, che ha svelato l'esistenza di una criminalità organizzata

Non c’è più solo una cupola di ‘ndrangheta – la “provincia” individuata con l’operazione Crimine, che ha svelato l’esistenza di una criminalità organizzata

CARACAS. – Troppo spesso la ‘ndrangheta, il cui potere è stato sottovalutato per decenni, è stata vista quasi come un fenomeno folcloristico. Visione anni luce lontana dalla realtà. Invece si evolve, muta la propria pelle adattandola ai propri interessi che, da tempo ormai, sono la politica e la grande finanza.

Ed in questa operazione di adattamento si inserisce quanto ha scoperto il pm della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo con il prezioso contributo dei carabinieri del Ros e del reparto operativo di Reggio Calabria rileggendo gli atti di anni ed anni di altre indagini.

Una “cupola” segreta, pensata e strutturata in ossequio alle indicazioni provenienti dagli andamenti evolutivi della organizzazione di tipo mafioso, registrati a partire dal 1969/70, prima, ed a conclusione della seconda guerra di mafia.

Già all’epoca, Giorgio e Paolo De Stefano, entrambi deceduti, furono fondatori ed ideatori, insieme ai vertici delle cosche Piromalli (con infiltrazioni anche in Venezuela), Nirta, Araniti, Libri, Mammoliti, Cataldo e Mazzaferro, della prima “struttura riservata” della ‘ndrangheta denominata “a mamma santissima” (la santa).

Per realizzare i propri scopi di infiltrarsi negli ambiti strategici istituzionale, politico ed economico, si affida alle più alte espressioni della ‘ndrangheta ma si arricchisce della componente personale laica, rappresentata dalla massoneria che ha la funzione di consentire l’espansione del programma criminale in ambiti che non sarebbero stati perseguibili altrimenti.

La ‘ndrangheta non è sola un’associazione verticistica, ma a sovrintendere tutte le operazioni c’è una struttura segreta di vertice, i cui componenti sono sconosciuti agli stessi ‘ndranghetisti, ad eccezione dei componenti dell’organo collegiale denominato “la Provincia”.

Del fenomeno avevano già parlato alcuni collaboratori negli anni ’90, ma per riscrivere la strutture organizzativa della ‘ndrangheta, c’è stato bisogno di rileggere tutte quelle dichiarazioni collegandole agli esiti di varie inchieste. Una lavoro improbo portato avanti dal pm Lombardo e dai carabinieri.

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