A Nizza un massacro che coinvolge anche tanti stranieri ed italiani

Authorities investigate a truck after it plowed through Bastille Day revelers in the French resort city of Nice, France, Thursday, July 14, 2016. (Sasha Goldsmith via AP)
Authorities investigate a truck after it plowed through Bastille Day revelers in the French resort city of Nice, France, Thursday, July 14, 2016.  (Sasha Goldsmith via AP)
Authorities investigate a truck after it plowed through Bastille Day revelers in the French resort city of Nice, France, Thursday, July 14, 2016. (Sasha Goldsmith via AP)

PARIGI. – Almeno 84 morti, tra cui dieci bambini e adolescenti, e duecento feriti, di cui una cinquantina ancora in pericolo di vita: all’indomani della strage del 14 luglio sul lungomare di Nizza la Francia fa i conti con una delle più sanguinarie tragedie della sua storia dopo gli attentati parigini dello scorso 13 novembre allo Stade Saint-Denis e nei locali del centro di Parigi.

Un massacro che coinvolge anche tanti stranieri ed italiani. “I nemici colpiranno ancora ma non cederemo”, garantisce il presidente Francois Hollande, che è volato in quella che è una delle più importanti stazioni balneari di Francia, tra le principali mete turistiche del mondo, per solidarizzare con i superstiti e le forze dell’ordine.

Sul camion bianco della morte sono stati ritrovati i documenti dell’attentatore, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, franco-tunisino di 31 anni residente a Nizza, noto alla polizia per violenze e uso di armi, ma senza apparenti legami con il terrorismo. O almeno sconosciuto agli 007.

“E’ un terrorista indubbiamente legato all’Islam radicale”, ha detto infatti il premier Manuel Valls in diretta su France 2, mentre il Paese ha decretato tre giorni di lutto nazionale durante i quali le bandiere saranno listate a lutto e la Torre Eiffel verrà invece illuminata con il tricolore bianco rosso e blu della bandiera nazionale.

La Francia “vincerà la guerra” contro la barbarie, anche se ci saranno “altri attacchi” e “altre vittime innocenti”, ha avvertito il primo ministro socialista, mentre la parentesi di unità nazionale osservata dopo gli attentati di Charlie e del Bataclan sembra volare in frantumi, con l’opposizione partita all’attacco contro un governo accusato di “impotenza” davanti alla jihad.

Secondo il procuratore, Francois Molins, che è volato a Nizza per fare il punto della situazione, il bilancio delle vittime “è provvisorio” e “potrebbe essere rivisto al rialzo”. “Faremo di tutto per accelerare l’identificazione”, ha riferito.

Poco prima, il presidente aveva detto che tra le vittime ci sono anche “tanti stranieri”. Potrebbero esserci anche italiani. Fonti della Farnesina parlano al momento di tre connazionali feriti, di cui due gravi. Ma all’appello ne mancano ancora molti.

Nella sua dichiarazione Molins ha riferito che l’attentatore era “da solo” alla guida del “camion frigorifero” che ha falciato quasi un centinaio di persone. Per assistere ai fuochi d’artificio del 14 luglio sulla Promenade erano giunti in trentamila.

Alle 21.34, il killer, che aveva ottenuto da poco una patente per i mezzi pesanti, arriva in bici nel posteggio in cui aveva lasciato il tir da 19 tonnellate noleggiato pochi giorni prima, l’11 luglio, presso l’agenzia ‘Via Location’ di Saint-Laurent-du-Var.

Per l’uomo, sposato con tre figli, descritto come “instabile e depresso” dopo l’avvio della procedura di divorzio dalla moglie, è giunto il momento di avviare un’atroce missione di morte. Secondo la tv M6, una volta giunto sul lungomare, avrebbe beffato i servizi di sicurezza fingendosi un fornitore di gelati. Ma la notizia non trova conferme ufficiali nella ricostruzione della procura.

E’ l’inizio di una impietosa corsa di due chilometri durante la quale ha “schiacciato” e “massacrato”, con la ferma “volontà di uccidere” – sono le parole di Hollande – chiunque trovasse sul suo cammino. Il viaggio finisce davanti all’Hotel Negresco, quando tre agenti replicano al fuoco dell’autista-killer. L’uomo si sposta nel sedile del passeggero, poi viene ucciso dai colpi degli agenti.

Nel camion vengono trovate “una pistola automatica calibro 7.65, un caricatore, delle cartucce, una seconda pistola finta, due repliche fittizie di fucili d’assalto, un kalashnikov e un M16, un telefono cellulare, una granata e diversi documenti”.

Anche se non è stato ancora rivendicato, l’attentato di Nizza corrisponde esattamente agli appelli di omicidio delle organizzazioni terroristiche islamiche diffusi sulle loro riviste” e sui media, ha puntualizzato Molins.

Originario del nord-est della Tunisia, Mohamed Lahouaiej Bouhlel era noto alle autorità francesi “per minacce, violenze, furto ed era stato condannato il 24 marzo del 2016 ad una pena di 6 mesi di carcere per violenza volontaria commessa nel gennaio” dello stesso anno ma non fu mai segnalato per radicalizzazione.

Non era neanche schedato con la ‘S’, l’elenco della polizia transalpina che indica gli individui a rischio. Secondo alcune fonti di polizia del suo villaggio natale di Msaken, nel governatorato di Sousse, il padre sarebbe noto come estremista islamico ed iscritto al partito islamico Ennhadha. Il sindaco della città di Msaken si sarebbe recato questa mattina presso la casa di famiglia di Mohamed senza trovarvi nessuno.

(di Paolo Levi/ANSA)

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